Un attacco diretto a chi, secondo lui, alimenta polemiche sterili e fuori tempo massimo. L’onorevole Giandonato La Salandra, deputato di Fratelli d’Italia, interviene con toni decisi nel dibattito sulle politiche per le aree interne, rilanciato ieri alla Camera dai chiarimenti del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti. Proprio rispondendo a un’interrogazione del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, Foti ha illustrato le linee d’azione del Governo nel quadro della Strategia nazionale per le aree interne.
La Salandra: “Mai un Governo così vicino ai piccoli Comuni”
Per La Salandra non ci sono dubbi: “Non c’è mai stato un Governo più attento ai piccoli Comuni di quello guidato da Giorgia Meloni. C’è chi strumentalizza il tema fingendo di non conoscere i contenuti del Piano Strategico, approvato da tutti i soggetti istituzionali coinvolti, e preferisce citare parzialmente studi come quello del Cnel, dimostrando – nel migliore dei casi – scarsa comprensione”.
L’esponente foggiano di Fratelli d’Italia non risparmia critiche a quegli amministratori locali che, a suo dire, “oggi si ergono a novelli Girolamo Savonarola, solo in base al proprio indirizzo di residenza, dimenticando il silenzio tenuto durante le legislature passate, quando i problemi delle aree interne si aggravavano nel disinteresse generale”.
“La crisi è atavica, non nata oggi. Il Governo sta intervenendo”
Secondo il parlamentare, “i problemi ci sono e nessuno li nega, ma sono il frutto di anni di abbandono da parte di chi oggi fa la morale e si straccia le vesti. Il ministro Foti ha già annunciato nuove misure per invertire la rotta. Prima di criticare, però, sarebbe il caso di leggere l’intero impianto strategico e non fare battaglie di bandiera basate su analfabetismo funzionale”.
La Salandra ha ricordato anche il recente incontro pubblico con il ministro, ospitato a Troia nell’ambito del suo format “Confronti”, a testimonianza dell’impegno costante verso le realtà minori: “Le mie origini mi rendono particolarmente sensibile a queste tematiche. Ma serve una sinergia reale tra aree interne e città, non un populismo da campanile”.










