Semi abbandonato e con erbacce che crescono in tutto il cortile interno. Da due anni si paga il servizio di vigilanza per evitare danneggiamenti e occupazioni, senza mettere a frutto le potenzialità della struttura.
Sono almeno due anni che il vecchio rudere della scuola Manzoni, divenuto il Centro Polifunzionale di Quartiere (CPQ) del Candelaro a Foggia in Via Petrucci e riqualificato con i fondi del Governo Renzi nel piano “da periferia a periferia”, è in attesa di una destinazione e di un utilizzo.
I commissari negli anni dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiose, nell’ottobre del 2023, deliberarono con un apposito atto di indirizzo la realizzazione in quel centro della sede della stazione Candelaro San Severo dell’Arma dei Carabinieri, in un’ala dell’immobile.
Successivamente sempre i commissari pensarono di destinare un altro lato della struttura a carico dei Servizi Sociali. Gli uffici dell’Assessorato al welfare oggi ubicati in Via Fuiani dovrebbero dunque trasferirsi nel cuore dell’emergenza educativa, sociale e legalitaria della città. Ma al momento tutto tace e i 23 dipendenti e l’assessora al ramo, Simona Mendolicchio, non stanno predisponendo nulla per il trasloco, salvo richiedere tutto l’occorrente ossia 125 impianti di rete, 3 switch, una nuova linea internet a copertura del plesso, la posa in opera della fibra e 25 telefoni ad uso ufficio.
La struttura è suddivisa su due livelli oltre il piano interrato e dovrebbe prevedere, secondo i piani del finanziamento ottenuto, ampi spazi dedicati alle attività ed iniziative rivolte a bambini, ragazzi, giovani nell’Ambito Territoriale Sociale di Foggia.
Intanto lo scorso anno la Giunta Episcopo a tal proposito ha candidato lo spazio ad un finanziamento dedicato alla inclusione alla lotta alla povertà nell’ambito della progettualità nazionale DesTEENazione – “Desideri in azione – Ambito Territoriale Sociale di Foggia” che finanzia la costituzione di spazi multifunzionali di esperienza per adolescenti per l’erogazione di servizi integrati volti a promuovere l’autonomia, la capacità di agire nei propri contesti di vita, la partecipazione e l’inclusione sociale in immobili di proprietà e/o disponibilità dei Comuni.
Non sono pochi gli eletti che credono che il CPQ potrebbe divenire la tanto attesa e agognata da almeno 20 anni Casa delle Associazioni, anche in virtù della vicinanza con due presidi di legalità come le parrocchie Sacro Cuore e Sant’Alfonso, dove Libera è di casa. Ma i dubbi restano nella maggioranza. L’unica certezza è la necessità di una guardiania rifinanziata nei giorni scorsi per il valore di 34.560 euro all’anno.









