Una petizione firmata da tremila cittadini, una richiesta di aiuto che da Foggia è arrivata direttamente sui tavoli del Ministero della Difesa. L’istanza, promossa dal gruppo civico “Difendiamo il Quartiere Ferrovia”, chiede l’impiego dei militari dell’operazione “Strade Sicure” nel cuore della città, in una delle aree da tempo segnalate come epicentro di degrado, microcriminalità e abbandono.
Il documento è stato ufficialmente recepito dal Dicastero guidato da Guido Crosetto, che il 1° luglio ha risposto alla petizione, confermando di averla trasmessa alle autorità competenti per le valutazioni del caso. In particolare, la richiesta è ora al vaglio del Prefetto di Foggia e del Ministero dell’Interno, un passaggio che potrebbe segnare un cambio di passo nella gestione della sicurezza urbana nella zona.
“Nel confermare la sensibilità e l’attenzione di questo Dicastero per qualunque elemento afferente la sicurezza dei cittadini – si legge nella risposta ufficiale del Ministero – si rileva che la situazione segnalata sia di competenza del Prefetto di zona che dispone l’impiego del personale militare dell’Operazione Strade Sicure, ovvero del Ministero dell’Interno al quale, per le valutazioni del caso, si è provveduto ad inoltrare la segnalazione”.
Una richiesta non più ignorabile
Per il gruppo “Difendiamo il Quartiere Ferrovia”, si tratta di un riconoscimento importante, che segna un passaggio simbolico e operativo: da problema locale a questione nazionale. “La risposta del Ministero conferma che la nostra battaglia non è stata vana”, dichiarano i promotori della petizione. “Se in questi anni qualcosa si è mosso, lo si deve soprattutto alle nostre denunce pubbliche. Oggi i residenti ci danno forza, con centinaia di messaggi, commenti e attestati di stima. È la prova che la nostra voce rappresenta un’intera comunità stanca di promesse non mantenute”.
Impegno civico e determinazione
Il gruppo annuncia che le attività di monitoraggio, denuncia e proposta continueranno senza sosta: “Nessuno può dirci cosa possiamo o non possiamo fare. In una Repubblica democratica, ogni cittadino ha il diritto e il dovere di contribuire al bene comune. Noi continueremo a farlo con determinazione, in difesa della vivibilità, della dignità e dei diritti di chi vive, lavora o attraversa il quartiere ferrovia”. La palla ora passa al prefetto e al Ministero dell’Interno. Il quartiere attende risposte.










