A pochi giorni dal controverso comizio del generale Roberto Vannacci a San Marco in Lamis, le polemiche non accennano a placarsi. A intervenire con una lunga e durissima nota è Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia, che bolla le dichiarazioni del leghista, intervenuto nelle scorse ore per difendersi dalla polemiche, come “sprezzanti, intrise di ignoranza e impregnate di un’arroganza che sa di tempi bui”.
Nel suo discorso pubblico, Vannacci aveva nuovamente criticato il Pride, definendolo incompatibile con i valori del patriottismo, dell’onore e del sacrificio. Un’affermazione che ha indignato il mondo progressista e parte dell’opinione pubblica.
“Quelle parole – ha scritto Angiola – non sono solo sbagliate. Sono pericolose. È un attacco diretto a chi ogni giorno, con dignità, viso scoperto e coraggio, lotta per i propri diritti in un Paese in cui c’è ancora chi li insulta e li bullizza. Ma quali valori pretende di difendere il leghista Vannacci? Quelli della discriminazione, dell’omologazione, della virilità tossica?”.
L’attacco ai Pride e la risposta politica
Secondo Angiola, le dichiarazioni di Vannacci sono una forma di “discriminazione travestita da patriottismo”. “Chi partecipa a un Pride – aggiunge – lo fa per amore della Repubblica. E questo lo rende pienamente patriota. Non chi sventola una bandiera per poi sputare su chi non rientra nei suoi schemi di ‘normalità’”.
Ma è soprattutto la difesa delle istituzioni e di chi serve lo Stato a motivare il consigliere comunale. “Nelle Forze Armate, nei vigili del fuoco, nella Protezione Civile ci sono tante persone LGBTQ+ che ogni giorno mettono a rischio la propria vita con dedizione e professionalità, senza salire su un palco e umiliare nessuno”.
“Vannacci non difende valori, li deforma”
“Chi attacca i Pride non difende la patria, la sfigura – incalza Angiola –. Il vero patriottismo è di chi lotta per essere riconosciuto, di chi affronta il disprezzo e difende i diritti anche di chi lo insulta”. Poi la stoccata finale: “Vannacci, sotto quella maschera rassicurante, non è un difensore di valori. È solo il volto di una miseria culturale e politica. Non è un leghista qualunque. È un leghista fallito”.
Il consigliere conclude auspicando un cambio di rotta: “Basta con la retorica del sistema valoriale alternativo. L’unico sistema che conta è quello costituzionale: fondato su libertà, uguaglianza e rispetto”.
Parole che alzano il livello dello scontro politico e prefigurano nuove tensioni in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.










