Si spegne in Senato l’ultima fiammella del terzo mandato per i governatori. L’emendamento promosso dalla Lega è stato bocciato dalla Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, dove Forza Italia ha fatto muro e Fratelli d’Italia si è astenuta. A farne le spese è il ministro Roberto Calderoli, che non ha nascosto il suo disappunto: “Non è una questione di governo, ma non ho apprezzato il gesto di Forza Italia”.
Uno strappo che segnala tensioni latenti nella coalizione di centrodestra, come ha osservato il dem Francesco Boccia: “La Lega è andata a sbattere, lasciata sola da Fi e Fdi. L’ipotesi del terzo mandato è definitivamente affossata, ma le scaramucce dentro la compagine di governo continuano”.
Ma se il terzo mandato è archiviato, tiene invece l’intesa trasversale per difendere i 50 seggi del Consiglio regionale della Puglia, messi in discussione da un precedente taglio. Il senatore forzista Dario Damiani ha spiegato che “su questo punto vige una intesa bipartisan, che consentirà un iter approvativo in tempi stretti”. La Commissione è pronta a votare mercoledì prossimo il via libera al passaggio in aula, con discussione già fissata per giovedì. Il relatore sarà il meloniano Alberto Balboni.
Intanto, come sottolinea La Gazzetta del Mezzogiorno, entra nel vivo la partita per le candidature regionali. In Puglia il nome del dem Antonio Decaro, europarlamentare ed ex sindaco di Bari, è sempre più forte. Il centrodestra, invece, sembra orientato a puntare su una figura unitaria e non strettamente partitica, forse espressione della società civile. Ma non si esclude il colpo a sorpresa: il generale Roberto Vannacci, simbolo del sovranismo leghista, guiderà ben tre listini del Carroccio, alimentando le voci su un suo possibile coinvolgimento anche a livello locale.
Sul fronte progressista restano aperti i dialoghi tra Pd e Movimento 5 Stelle, ma con punti interrogativi. Se dovesse naufragare l’ipotesi Roberto Fico in Campania, come erede di Vincenzo De Luca, Giuseppe Conte potrebbe rimettere in discussione l’asse pugliese, minacciando la corsa autonoma anche nel Tacco d’Italia. Per ora, però, si tratta più di ipotesi che di scenari concreti.
Il calendario elettorale resta in sospeso, con la proposta di posticipo avanzata dalla Campania che non ha trovato unanimità nella Conferenza delle Regioni. Il governatore toscano Eugenio Giani spinge per votare in autunno, “il 12 o il 19 ottobre”, ma il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga dovrà riferire al governo. Senza accordo, l’ipotesi di rinvio perde quota.
Nel frattempo, le trattative interne ai partiti e tra le coalizioni si fanno sempre più febbrili, in vista di una tornata elettorale che in Puglia si annuncia decisiva.












