È stato arrestato dalla Polizia di Stato un giovane di 26 anni ritenuto responsabile di una violenta rapina ai danni di una giovane di 20 anni, la studentessa Camilla Carapella aggredita nel pomeriggio di sabato 14 giugno all’angolo tra via Galanti e viale Ofanto, a Foggia.
La vittima, visibilmente scossa, aveva immediatamente allertato la Sala Operativa della Questura, denunciando l’aggressione subita: l’uomo l’aveva colpita per poi strapparle la borsa a tracolla, contenente materiale informatico, documenti personali e carte di credito.
Caccia all’uomo tra le strade della città
Grazie alla descrizione molto dettagliata fornita dalla ragazza, gli agenti della Squadra Volanti si sono messi subito sulle tracce dell’aggressore, setacciando le strade cittadine. Fondamentale si è rivelata anche la visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e la collaborazione di alcuni cittadini che hanno fornito elementi utili alle indagini.
Dopo circa due ore di ricerche, gli agenti hanno individuato un giovane che corrispondeva perfettamente all’identikit fornito dalla vittima. Fermato e sottoposto a perquisizione personale, il 26enne è stato trovato in possesso dei documenti e delle carte di credito sottratti poco prima. La refurtiva è stata quindi restituita alla legittima proprietaria.
Arresto convalidato, ma il procedimento è ancora in fase preliminare
Il presunto responsabile è stato arrestato con l’accusa di rapina e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, trasferito presso la Casa Circondariale di Foggia. È bene ricordare che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che, secondo quanto previsto dalla legge, la colpevolezza della persona arrestata potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.
La Polizia: “Segnalate sempre, anche da testimoni”
L’episodio ha evidenziato ancora una volta l’importanza della tempestività d’intervento delle forze dell’ordine e della collaborazione con la cittadinanza. “È fondamentale – spiegano dalla Questura – che in casi simili le vittime o anche semplici testimoni non esitino a contattare immediatamente le forze di polizia. Solo così è possibile ricostruire puntualmente i fatti e individuare con rapidità i responsabili”.










