È di 20 strutture ricettive controllate, di cui 4 completamente abusive, il bilancio dell’ultima operazione della Guardia di Finanza nel Barese. Un’indagine approfondita che ha permesso di individuare oltre 2,2 milioni di euro di redditi sottratti a tassazione e violazioni IVA superiori a 320mila euro, a conferma della criticità del comparto in un momento di forte espansione del turismo metropolitano.
L’intervento, coordinato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, ha interessato i comuni a più alta vocazione turistica dell’Area Metropolitana. Il lavoro delle Fiamme Gialle, già avviato lo scorso anno e ora ulteriormente potenziato, si pone l’obiettivo di garantire legalità e regole nel settore della ricettività, sostenuto anche dalla collaborazione con le istituzioni locali e le associazioni di categoria, come Federalberghi Bari e Associazioni Extralberghiero Terra di Bari.
Controlli incrociati e strutture “fantasma”
L’attività si è basata sull’analisi di rischio elaborata dal Comando provinciale, incrociando dati provenienti da banche dati fiscali, elenchi comunali e riscontri ottenuti sul territorio. In quattro casi è emersa la totale assenza delle comunicazioni obbligatorie: esercizi “fantasma” che operavano come affittacamere senza alcuna autorizzazione né adempimento fiscale.
Altre strutture, pur risultando formalmente a gestione familiare, operavano invece con caratteristiche proprie delle imprese, omettendo quindi l’applicazione delle norme più stringenti previste per le attività imprenditoriali. Particolarmente significativi due casi scoperti rispettivamente dal Nucleo Operativo Metropolitano di Bari e dalla Compagnia di Monopoli: qui i finanzieri hanno accertato ricavi completamente sottratti al fisco per oltre un milione di euro.
Violazioni penali e amministrative
In numerosi casi è stata rilevata una palese discordanza tra i redditi dichiarati e quelli effettivamente incassati: circa il 50% delle strutture ispezionate aveva effettuato dichiarazioni infedeli, confermando l’efficacia delle analisi di rischio sviluppate dal Corpo. Alcune delle violazioni più gravi sono state segnalate all’autorità giudiziaria per ipotesi di reato penal-tributario, in base al D. Lgs. n. 74/2000.
Oltre agli aspetti fiscali, i controlli hanno portato alla luce anche numerose violazioni amministrative: tra queste, l’assenza della targhetta identificativa all’esterno delle strutture, l’omesso aggiornamento dei tariffari e in alcuni casi l’omessa identificazione degli ospiti, fatto per il quale è scattata la segnalazione alla magistratura per violazione dell’articolo 109 del TULPS.
Legalità e concorrenza leale
Il dispositivo messo in campo dalla Guardia di Finanza, sotto la guida del Tenente Colonnello Daniele Ruccia, testimonia l’impegno nel garantire un mercato ricettivo sano, fondato sulla legalità e sulla leale concorrenza. “Sviluppare il settore turistico sì, ma senza abusi”, è il messaggio che emerge dall’operazione, che si propone anche di favorire la compliance fiscale e l’emersione spontanea delle realtà finora sommerse.
L’azione di controllo proseguirà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di intercettare i fenomeni economici in espansione e contrastare ogni forma di elusione, a beneficio dell’intero sistema economico e della collettività.










