Un colpo d’arma da fuoco alla testa, nessuna pistola ritrovata accanto a lui, né il suo telefono cellulare. Silvano Lamedica, 17 anni, studente appassionato di calcio, lotta tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva del Policlinico di Foggia dopo essere stato soccorso in gravissime condizioni in un casolare di famiglia nelle campagne di Torremaggiore. Le indagini, coordinate dai carabinieri, ruotano attorno a un interrogativo angosciante: si è trattato di un tentato suicidio o qualcuno ha cercato di ucciderlo?
Il ritrovamento e i primi dubbi
Il giovane, totalmente estraneo a contesti criminali, è stato rinvenuto privo di sensi all’interno del casolare, grazie alla segnalazione di un’amica che, preoccupata per l’assenza di risposte ai suoi messaggi, ha deciso di lanciare l’allarme. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e un elisoccorso che lo ha trasferito d’urgenza a Foggia. Nonostante in un primo momento si fosse ipotizzato un gesto volontario, l’assenza dell’arma sul luogo e del cellulare personale stanno spingendo gli inquirenti verso la pista del tentato omicidio.
I carabinieri, insieme ai militari della Scientifica, stanno lavorando per ricostruire gli ultimi movimenti del ragazzo, figlio di una coppia conosciuta in zona, padre amministratore di condomini e madre insegnante al liceo. Al vaglio ci sono le testimonianze di amici e familiari, oltre all’analisi dei possibili contatti che Silvano avrebbe potuto avere prima di recarsi nel casolare.
Una comunità sotto shock nel giorno della festa patronale
La vicenda ha sconvolto Torremaggiore, proprio mentre la città celebrava il santo patrono. A esprimere pubblicamente il dolore e la vicinanza dell’intera comunità è stato il sindaco Emilio Di Pumpo, intervenuto con parole cariche di commozione e responsabilità: “La nostra comunità è in apprensione e in preghiera per un nostro giovane, il figlio di ognuno di noi. Come primo cittadino e come padre, in queste ore difficili rivolgo il mio pensiero personale, e quello di tutta l’amministrazione, alla famiglia, cui esprimiamo piena solidarietà e vicinanza”.
Appello alla cautela e attesa di verità
Il sindaco ha poi lanciato un appello al senso di responsabilità: “Confidiamo nel lavoro puntuale delle forze dell’ordine e della magistratura, certi che ogni sforzo sarà compiuto per fare piena luce su quanto accaduto e individuare al più presto i responsabili di un atto tanto vile quanto inaccettabile. Chiediamo, al contempo, a tutti rispetto e prudenza, evitando la diffusione di ricostruzioni non verificate”.
Nel frattempo, il tam tam dei social si è già scatenato, alimentando ipotesi e versioni non confermate. Ma ora più che mai è il momento della cautela e dell’attesa: Silvano è tra la vita e la morte, e la sua famiglia – come l’intero paese – merita silenzio, rigore e verità. Le indagini proseguono senza sosta.











