Il carabiniere ucciso a colpi di arma da fuoco in Puglia, Carlo Legrottaglie, 59 anni, sarebbe andato in pensione a luglio. L’uomo viveva a Ostuni, in provincia di Brindisi e – secondo le informazioni diffuse finora – aveva due figli. A sparare contro di lui, al termine di un inseguimento finito nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie, sono stati alcuni uomini che hanno aperto il fuoco scendendo dalla loro auto, una Lancia Y di colore scuro, e poi sono fuggiti a piedi facendo perdere le loro tracce.
“A nome mio personale e di ogni donna e uomo della Difesa esprimo profondo cordoglio per la drammatica morte del Brigadiere Capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, servitore dello Stato vilmente ucciso mentre svolgeva, con coraggio e senso del dovere, il proprio lavoro a difesa e a tutela della collettività. Ci ha lasciato tenendo fede al giuramento prestato: proteggere a qualsiasi costo i cittadini e l’Italia.
In questo momento di grande dolore, ci stringiamo ai familiari, ai colleghi dell’Arma e al Comandante Generale Salvatore Luongo“. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“La notizia della vile uccisione del Brigadiere Capo dei Carabinieri, Carlo Legrottaglie, addolora profondamente. In questo momento così difficile, esprimo la mia sincera vicinanza alla famiglia e rivolgo un pensiero a tutti gli uomini e le donne dell’Arma. Onore a un servitore del Paese che ha affrontato con coraggio il pericolo e ha sacrificato la vita per tutelare i cittadini e la sicurezza”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, alla notizia del carabiniere ucciso questa mattina nel Brindisino.
“Esprimiamo profondo cordoglio e sincera vicinanza alla famiglia del carabiniere del Norm rimasto vittima questa mattina durante un intervento per una rapina alla periferia di Francavilla Fontana. Alla sua famiglia, ai colleghi e all’intera Arma dei Carabinieri va l’abbraccio commosso di tutta Unarma, in un momento di immenso dolore che colpisce non solo l’Istituzione, ma l’intero Paese”. Lo dichiara Nicola Magno, segretario generale della Puglia del sindacato militare Unarma.
“Non entriamo nel merito della dinamica dell’accaduto, che è attualmente al vaglio degli inquirenti. Tuttavia – prosegue – non possiamo esimerci dal ribadire con forza quanto sia difficile, delicato e spesso estremamente rischioso il lavoro quotidiano dei carabinieri, in particolare di chi opera su strada, esposto in prima linea al pericolo e alle imprevedibilità del servizio”. “È urgente che si ponga maggiore attenzione alle condizioni operative delle pattuglie e del personale impiegato nei servizi di controllo del territorio. Non è accettabile – sottolinea – che su interventi tanto pericolosi, come una rapina che può celare soggetti armati e pronti a tutto, venga inviata una sola pattuglia. Serve un incremento reale e strutturale del personale, affinché si possa garantire un intervento tempestivo ma soprattutto sicuro per chi indossa ogni giorno una divisa al servizio dei cittadini”. “Unarma continuerà a farsi portavoce delle esigenze di tutela, dignità e sicurezza dei carabinieri – conclude – affinché tragedie come quella odierna non restino parole di circostanza, ma diventino spinta concreta per un cambiamento necessario”. (Ansa)











