Una denuncia forte, netta, senza giri di parole: la sicurezza in Puglia e Basilicata è a rischio. A lanciare l’allarme è il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), che attraverso una nota firmata congiuntamente dai segretari Gallucci (SAP Basilicata) e Pulli (SAP Puglia), esprime “preoccupazione e sdegno” per l’ennesima esclusione delle due regioni dall’assegnazione di nuovi agenti.
Una situazione giudicata “gravissima”, tanto più alla luce del forte incremento turistico registrato negli ultimi anni nei territori del Mezzogiorno, dove alla bellezza dei luoghi – dal Gargano a Maratea, passando per il Salento e la Val d’Agri – si affianca la necessità di presidiare aree strategiche non solo per il turismo ma anche per la tenuta economica e sociale. “Dietro il volto incantevole delle nostre terre – scrive il SAP – si celano criticità evidenti: l’assenza dello Stato in molti territori ha creato un vuoto colmato dalla criminalità, che oggi è più forte, più organizzata, più politica”.
Cresce il crimine, ma gli agenti non aumentano
Il sindacato punta il dito contro l’amministrazione centrale, che ha giudicato “più che sufficiente” l’attuale forza in servizio nelle due regioni. Una valutazione smentita, secondo il SAP, dai fatti: “Mentre si rafforza la presenza delle mafie – dalla foggiana alla SCU salentina, passando per la delinquenza nella BAT e nel Melfese – non arriva nemmeno un nuovo poliziotto a dare sollievo a chi è in servizio da anni, tra tagli, ritardi e promesse disattese”.
Nel mirino anche i carichi di lavoro insostenibili nei centri per immigrati irregolari e richiedenti asilo (Bari, Brindisi, Borgo Mezzanone, Palazzo San Gervasio), che drenano uomini e risorse da impiegare nel controllo del territorio, con un impatto diretto sulla sicurezza reale dei cittadini. “Siamo impegnati su più fronti: gestione degli sbarchi, esecuzioni di espulsioni, manifestazioni pubbliche – come il recente G7 – e intanto le Volanti, baluardo della prevenzione, diminuiscono”.
Straordinari non pagati, dignità calpestata
Il SAP denuncia anche il mancato pagamento delle ore di straordinario accumulate, in molti casi ferme al 2023, e l’imposizione di ordini restrittivi sul lavoro eccedente. “Il sacrificio dei poliziotti è al massimo – scrivono i due segretari – e non si può più chiedere altro. Non siamo carne da macello. La dignità dell’agente deve essere sacrosanta”.
Da qui l’appello alle istituzioni regionali e locali: “I presidenti di Regione e i sindaci si uniscano a noi in un fronte comune, per difendere l’unico fine che conta: la sicurezza dei cittadini. Il decreto sicurezza varato pochi giorni fa non basta: servono risorse umane, agenti, pattuglie. Senza potenziamenti, non si va da nessuna parte”.
Un grido che risuona forte da Nord a Sud, e che il SAP chiede venga raccolto con urgenza da chi ha la responsabilità di garantire l’ordine pubblico nel Paese. Perché, concludono, “quando lo Stato non c’è, i topi ballano”.












