È un sostegno convinto e dichiarato quello espresso dagli emilianisti di CON e dai civici del movimento ConCittadino, legato ad Antonio De Sabato in consiglio comunale a Foggia, in vista del referendum dell’8 e 9 giugno sui cinque quesiti legati a lavoro e cittadinanza. La presa di posizione è arrivata nelle ultime ore attraverso le voci dell’assessore comunale alla Legalità Giulio De Santis, del leader civico Achille Capozzi e del referente provinciale Rosario Cusmai, in campo come futuro candidato alle prossime regionali per il partito civico del presidente Michele Emiliano.
Il gruppo ha ribadito le ragioni del Sì, motivando la necessità di “una battaglia politica e culturale contro il lavoro povero, precario e mal pagato, che ha svuotato la dignità e i diritti fondamentali delle persone”.
Un cambio di rotta anche tra chi sostenne il Jobs Act
“I tempi sono cambiati e anche chi sostenne il Jobs Act oggi è costretto a ricredersi”, sottolineano i rappresentanti del movimento civico. Secondo i promotori del Sì, la precarietà strutturale introdotta da decenni di riforme sbilanciate a favore della flessibilità ha creato un esercito di lavoratori fragili, instabili e sottopagati.
Uno scenario aggravato da numeri drammatici: secondo i dati diffusi da CGIL Puglia, oltre 500mila lavoratori e lavoratrici, pari al 56,8% degli occupati nei settori privati, vivono con un salario netto mensile pari o inferiore a 1.000 euro. Di questi, più di 280mila hanno contratti a termine e un terzo si trova in questa situazione da almeno cinque anni. Inoltre, un lavoratore su dieci non supera i due mesi d’impiego.
Povertà diffusa e urgenza di riforme
Ma la crisi del lavoro in Puglia non si misura solo nei salari. Le stime raccontano che quasi un pugliese su tre vive in famiglie con redditi inferiori alla soglia del rischio povertà, un dato che riflette una condizione generalizzata di insicurezza economica e sociale. “È il momento di dire basta a una logica che ha reso il lavoro una gabbia e non più una leva di emancipazione”, sottolineano i promotori.
Un referendum dal quorum incerto
Nonostante l’impegno dei promotori e il consenso di una parte crescente della base progressista, il quorum appare oggi difficile da raggiungere. L’eventualità che l’intero fronte del campo largo progressista si mobiliti in piazza a favore dei quesiti referendari sembra ormai lontana. Tuttavia, dal gruppo civico foggiano arriva un appello deciso: “La partecipazione è l’unico modo per invertire la rotta. Il silenzio non è più un’opzione, né per la politica né per i cittadini”.









