È approdata in V Commissione del Consiglio regionale della Puglia la vicenda della cementificazione abusiva lungo la discesa che porta a Baia Zaiana, nel territorio comunale di Peschici, una delle aree naturalistiche più suggestive del Gargano. A portare il caso all’attenzione dell’organismo consiliare è stata la consigliera del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, che ha richiesto l’audizione del direttore del Dipartimento Ambiente, Paolo Francesco Garofoli, del sindaco di Peschici Luigi D’Arenzo e del direttore dell’Ufficio tecnico comunale, Francesco Delli Muti.
I fatti risalgono allo scorso aprile, quando – secondo la ricostruzione di Barone – è stata realizzata una strada in cemento lungo la discesa verso la baia, una zona dalla particolare rilevanza paesaggistica e naturalistica. “Non è tollerabile – ha dichiarato la consigliera – la costruzione di opere da parte di privati in un’area così sensibile, dove dovrebbe essere costante la vigilanza degli enti competenti”.
Sotto accusa l’Ente Parco: “Latitante da anni”
Nel suo intervento, Barone ha puntato il dito anche contro l’Ente Parco del Gargano, assente all’audizione: “Manca da sette anni un Consiglio direttivo e la gestione appare lacunosa e autarchica. L’Ente è latitante su ogni aspetto di tutela e conservazione del paesaggio”. La consigliera ha chiesto un cambio di passo nella preservazione del patrimonio ambientale, spesso lasciato all’iniziativa dei singoli.
Il Comune ha ordinato la demolizione, ma l’iter è bloccato
Il sindaco D’Arenzo ha illustrato le misure adottate dal Comune: un’ordinanza di demolizione del manufatto abusivo e la richiesta agli esecutori dell’intervento di restituire al Comune la disponibilità dell’area, rivendicata senza titolo. Gli autori dell’abuso – ha spiegato – hanno proposto di sanare la situazione utilizzando materiali ecocompatibili per riportare l’area allo stato originario, ma il percorso si è arenato. La Soprintendenza, interpellata dal Comune, ha chiesto infatti l’apertura di un procedimento di compatibilità paesaggistica, bloccando di fatto ogni intervento.
Regione Puglia: “Serve chiarezza tra Comune e Soprintendenza”
Il direttore del Dipartimento Ambiente, Paolo Garofoli, ha evidenziato la necessità di fare chiarezza sulla corrispondenza istituzionale tra Comune e Soprintendenza, per definire quali siano i passaggi amministrativi indispensabili per sbloccare l’iter. “È necessario ricostruire ogni atto – ha detto – e superare l’impasse con strumenti chiari”.
Barone: “Non solo 57 metri, va rimosso tutto il percorso abusivo”
Nelle conclusioni, Barone ha sottolineato che l’intervento contestato – circa 57 metri lineari di cemento – rappresenta solo l’ultima di una serie di opere realizzate abusivamente nel tempo, compresi gli scalini per accedere alla spiaggia. “Non si tratta di sanare solo l’ultimo abuso, ma di ripristinare integralmente l’area. Le opere per l’accessibilità devono essere realizzate dagli enti pubblici, e non lasciate all’iniziativa di privati”, ha ribadito, invocando una pianificazione seria e condivisa per tutelare Baia Zaiana e il paesaggio garganico.










