Nel giorno che la storia ha scolpito per la caduta di Napoleone Bonaparte, la politica foggiana riscrive il finale, ma senza gloria secondo il consigliere comunale di opposizione, Nunzio Angiola. Il 5 maggio 2025, a Palazzo di Città, è andata in scena, per il leader del movimento “Cambia”, una verifica di maggioranza annunciata, attesa e – alla fine – sostanzialmente inutile. Nessun assessore ha lasciato il proprio incarico, nessuna forza politica ha preso posizione definitiva, e la tanto evocata parola “rimpasto” resta un tabù, sussurrata nei corridoi ma mai pronunciata ufficialmente.
Una verifica che non verifica
Con una nota politica dai toni amari, Angiola ha descritto l’inconcludente riunione di maggioranza come “un’altra tappa di una lenta, estenuante guerra di logoramento”.
Nonostante le evidenti tensioni interne, le spaccature tra gli alleati di governo e le critiche sempre più rumorose, nessun partito di maggioranza ha osato fare il primo passo. Nessuna forza ha lasciato, nessuna nomina è stata ritirata. Anzi, il numero dei pretendenti si allunga: dai Socialisti di Stefania Rignanese e Domenico Di Chiara, all’Italia del Meridione di Cataneo, passando per gli indipendenti Mancini e Formica. E i 5 Stelle, presenti ma sempre più distanti, continuano a esprimere insoddisfazione.
Unità solo apparente, cittadini sempre più lontani
“Il potere non è più mezzo per governare – scrive Angiola – ma fine da difendere a ogni costo”. Il consigliere mette in luce un equilibrio instabile, fatto di “confronto sordo” e di una unità solo formale, che tiene insieme la coalizione ma allontana i cittadini, sempre più disillusi da una politica che sembra pensare solo alle scadenze elettorali e poco alla città.
A conferma della fragilità della coalizione, la sindaca Episcopo ha parlato di “dialettica fisiologica”, mentre altri consiglieri hanno chiesto un chiarimento più netto. Tuttavia, al termine della verifica, il verdetto è stato chiaro: tutti restano al proprio posto, forse per convenienza, in attesa che passino le elezioni regionali.
“La maggioranza sfida Manzoni”
“Ei fu… ma non adesso”, ironizza Angiola citando Manzoni, per dire che la caduta della maggioranza non è (ancora) arrivata, anche se “traballa, si spacca, ma nulla cambia”. Un giudizio netto su una coalizione che, secondo il consigliere, “sopravvive a se stessa”, nella completa assenza di visione, coraggio e azione concreta.
Il 5 maggio foggiano verrà ricordato, conclude Angiola, non come il giorno della svolta, ma come “l’ennesimo atto di una rappresentazione stanca”, dove la crisi è solo sussurrata, i protagonisti restano immobili e la fiducia dei cittadini continua a sgretolarsi, giorno dopo giorno.










