C’è un solo ostacolo davvero dirimente sulla vicenda del collegamento ferroviario tra Foggia e Manfredonia: la volontà politica. A ribadirlo con forza è Gianluca Totaro, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, all’indomani della bocciatura in aula della mozione che proponeva di ripristinare un servizio ferroviario stabile tra il capoluogo dauno e la città sipontina.
Totaro accusa la maggioranza di non aver fornito “motivazioni definite” alla richiesta di ritiro della mozione, lasciando ancora una volta la città in un limbo decisionale. “La questione tecnica – se si tratti di treno, tramvia o treno-tram – è secondaria. Il nodo centrale è capire se l’amministrazione voglia davvero riportare il treno a Manfredonia”, afferma Totaro, ricordando che anche in sede regionale, l’assessore ai trasporti aveva evidenziato che il problema andava prima risolto politicamente, a livello territoriale.
La proposta, già sostenuta da circa 3.500 firme raccolte tra i cittadini, era nata per sbloccare quello che il consigliere definisce uno “stallo politico”. Eppure, nonostante la disponibilità a emendare il testo, la maggioranza ha deciso di bocciarla. Un passo indietro che Totaro definisce grave, anche alla luce del quadro normativo vigente.
“Il servizio ferroviario tra Foggia e Manfredonia – ricorda – è inserito nei servizi minimi previsti dalla legge regionale 18/2002 e quindi deve essere garantito ai cittadini. La Regione ha contrattualizzato il servizio diesel fino al 2032 con Trenitalia, ma attualmente lo attiva solo nei mesi estivi, come se servisse i lidi balneari e non una città”.
Totaro richiama inoltre la legge regionale 16/2008, secondo cui il sistema ferroviario è asse portante della mobilità. “Il piano attuativo dei trasporti prevede uno studio di Rfi per attivare un servizio ferroviario locale in presenza di una domanda chiara e rilevata. Quella domanda c’è, ed è documentata”, ribadisce.
Il punto è politico, insiste il consigliere: “Lucera, Peschici, Sannicandro, in futuro Canosa… hanno diritto al treno. Manfredonia no? Non possiamo più accettare l’idea che chilometri, percorrenze e risorse economiche siano tolte alla nostra tratta per alimentare altre, più politicamente tutelate”.
Infine, il pentastellato mette in guardia anche contro la disinformazione: “Alcuni amministratori sembrano non sapere che 2,5 milioni di euro sono già stati investiti sull’infrastruttura. La linea ferroviaria non è un capriccio: è nella pianificazione regionale e deve essere rivendicata come un diritto sacrosanto. Non solo per la mobilità, ma anche per lo sviluppo turistico, economico e sociale di Manfredonia”.
Un appello che suona anche come un avvertimento: senza volontà politica, anche la miglior pianificazione rischia di restare lettera morta.












