Si è svolta il 1° aprile, presso l’Auditorium “Jean Marie Martin” di Troia, la cerimonia ufficiale per la conclusione dell’attività professionale del dottor Giuseppe Pillo, storico direttore del Centro di Salute Mentale Foggia-Lucera-Troia. L’incontro, promosso da ASL Foggia in collaborazione con i Centri Diurni “Arcobaleno” di Deliceto e “Itaca” di Troia e l’associazione “Tutti in Volo”, ha voluto rendere omaggio a una carriera interamente dedicata alla tutela dei diritti delle persone affette da disagio psichico.
Nel corso dell’evento, alla presenza di autorità civili, associazioni e operatori del settore, è stata consegnata al dottor Pillo una pergamena simbolica come gesto di riconoscimento per l’impegno profuso in anni di lavoro volti a garantire dignità, inclusione e cittadinanza alle persone più fragili, contribuendo a demolire barriere culturali e sociali legate allo stigma.
Tra gli interventi, quello del direttore generale dell’ASL Foggia, Antonio Nigri, che ha sottolineato come “il dottor Pillo abbia saputo trasmettere e arricchire l’eredità, culturale e medica, lasciata da Franco Basaglia, facendo del suo lavoro una vera e propria missione, grazie a un approccio capace di andare oltre la semplice terapia”.
Una carriera contrassegnata da passione e innovazione, come dimostra l’ideazione e la guida della manifestazione “Sportiva…Mente – L’utopia possibile“, giunta alla sua quattordicesima edizione. L’iniziativa, che unisce sport e inclusione, ha ottenuto in passato anche il Premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica, contribuendo concretamente alla lotta contro la discriminazione e alla costruzione di una comunità più aperta e accogliente.
Alla cerimonia ha partecipato anche il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese, che ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni regionali a un percorso professionale che ha lasciato un segno profondo nel tessuto socio-sanitario della Capitanata.
Nel salutare il suo incarico, il dottor Pillo lascia un’eredità viva fatta di progetti, relazioni e una visione della salute mentale centrata sulla persona, sull’ascolto e sulla piena partecipazione alla vita della comunità.












