Si concretizza il percorso di internalizzazione delle RSA di San Nicandro Garganico e Troia, segnando un importante cambio di passo nella sanità pubblica in provincia di Foggia. Durante l’audizione in Commissione Sanità, il direttore amministrativo dell’Asl di Foggia, Michelangelo Armenise, ha illustrato i dettagli delle procedure avviate per garantire continuità assistenziale ai pazienti e stabilità occupazionale ai lavoratori. L’internalizzazione, prevista dalla Legge Regionale n.39 del 30 novembre 2024, ha consentito di stabilizzare il personale sanitario e socio-sanitario attraverso avvisi pubblici, assicurando una maggiore efficienza dei servizi. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche ai lavoratori dei servizi di pulizia e ristorazione, il cui monte ore è stato aumentato grazie a un accordo con Sanità Service, società in house della Regione Puglia, garantendo così contratti più dignitosi e migliori condizioni lavorative.
Soddisfazione è stata espressa dal consigliere regionale Napoleone Cera, promotore della legge: “Abbiamo dimostrato che la sanità pubblica può funzionare meglio quando si mettono al centro le persone. Oggi i pazienti delle RSA possono contare su maggiore stabilità, i lavoratori su certezze contrattuali e le loro famiglie su un sistema più giusto. Questa legge rappresenta un cambio di passo: dove prima c’era precarietà e incertezza, oggi c’è una gestione trasparente e pubblica, a garanzia dei diritti di tutti”. Cera ha poi aggiunto: “Abbiamo mantenuto gli impegni presi e continueremo a vigilare affinché tutto proceda senza ostacoli. La sanità pubblica non deve essere terreno di speculazioni o giochi di potere, ma un servizio essenziale al servizio della collettività. Con questa riforma abbiamo creato un modello che può diventare un punto di riferimento per il futuro”.
Le richieste di Fratelli d’Italia e il nodo della stabilizzazione
Se da un lato l’internalizzazione segna un miglioramento per il sistema sanitario locale, restano ancora delle incertezze sulla stabilizzazione definitiva del personale. A sollevare il tema in Commissione Sanità è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, che ha chiesto chiarimenti sulle prossime mosse dell’Asl di Foggia: “Il personale sanitario, amministrativo e i liberi professionisti delle due strutture va salvaguardato nella propria interezza, attuando il passaggio nel pubblico e a tempo indeterminato. I lavoratori e le loro famiglie attendono risposte concrete e Asl Foggia ha il dovere di fornirle rapidamente” – ha dichiarato De Leonardis.
La risposta dell’Asl e i vincoli normativi
A rispondere è stato Michelangelo Armenise, che ha confermato come la questione riguardi numerose figure professionali, tra cui infermieri, operatori socio-sanitari (OSS), fisioterapisti, assistenti sociali, educatori professionali, amministrativi e medici specialisti. L’Asl ha avviato un avviso pubblico per assunzioni a tempo determinato di un anno, ma la stabilizzazione definitiva dipenderà dalle risorse disponibili e dalle disposizioni normative.
“Avvieremo un tavolo di confronto sindacale per garantire i lavoratori, con un piano dei costi relativo al piano assunzionale” – ha assicurato Armenise. Tuttavia, la situazione resta sospesa in attesa del parere della Corte Costituzionale sulla legittimità della legge regionale. Se il pronunciamento dovesse essere negativo, i contratti in essere resterebbero validi fino alla scadenza, ma si dovrebbero trovare nuove strategie per internalizzare i dipendenti e garantire la continuità dei servizi.
Un modello per il futuro della sanità locale?
Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato come questo processo rappresenti un’opportunità per rafforzare i servizi sanitari locali e fornire maggiore stabilità ai lavoratori del settore. Il rischio, tuttavia, è che senza un quadro normativo chiaro e senza risorse adeguate, l’internalizzazione possa rivelarsi solo un passaggio temporaneo.
Per il momento, l’Asl di Foggia ha l’obbligo di applicare la normativa regionale, riportando il servizio sotto la gestione pubblica. Ma il futuro dell’RSA di Troia e San Nicandro Garganico dipenderà dalle decisioni della Regione e dai vincoli imposti dalla giurisprudenza. Se il modello funzionerà, potrebbe diventare un riferimento per altre realtà sanitarie pugliesi e del Sud Italia.













