Se per alcuni il passaggio di Napoleone Cera da Forza Italia alla Lega è stato accolto come una sfida coraggiosa, per altri è puro opportunismo. Per il consigliere regionale di San Marco in Lamis è solo amore per il territorio di Capitanata. “Nessuna scelta opportunistica, anzi. È una sfida che colgo con entusiasmo, e come ho già detto a Salvini, cercherò di sdoganare vecchi dogmi sulla Lega e far capire al mio elettorato che la Lega è un partito nazionale che fa politica da nord a sud. In provincia di Foggia c’è tanto da fare, dal miglioramento delle infrastrutture alla messa in sicurezza delle strade, alla sanità. Lavoreremo molto soprattutto nel campo dei trasporti, delle infrastrutture, temi tanto cari a Salvini”.
Come convincere i garganici e i foggiani ad avvicinarsi al carroccio? “Sono un terrone doc, e sono convinto – spiega Cera – che nella Lega possiamo davvero svoltare con benefici al nostro territorio. Ragazzi, la Lega è cambiata”. E Forza Italia? “Una storia chiusa male. Mi dispiace tanto. Mi aspettavo che qualcuno mi chiamasse, invece sia da Foggia che da Bari il silenzio più assoluto. L’unico che mi è stato vicino è stato il sottosegretario Sisto. Tutto è iniziato dal congresso provinciale. Attendo ancora risposte dal coordinatore regionale D’Attis. Mi deve ancora spiegare perché ha preferito un segretario non di Forza Italia a chi invece in quelle liste era stato eletto”.
Vicino anche al centrosinistra prima di scegliere la Lega? “Si sa, alla vigilia delle competizioni elettorali tutti ti cercano. Ho ascoltato tutti ma alla fine ho preferito la coerenza”. Candidato alle prossime regionali? “Certo, con più forza e determinazione, per il bene della Capitanata”.












