Il San Camillo de Lellis di Manfredonia è davvero un ospedale efficiente e in ripresa, come descritto in recenti comunicati? Assolutamente no, secondo Giandiego Gatta, deputato manfredoniano di Forza Italia, che punta il dito contro una narrazione che definisce “falsa e fuorviante”.
L’analisi del parlamentare forzista è impietosa: turnover continuo di medici, reparti in sofferenza, strumenti obsoleti e servizi al limite della sostenibilità. Una realtà ben diversa da quella dipinta, a suo dire, da chi diffonde messaggi rassicuranti sulla gestione dell’ospedale sipontino.
Cardiologia in crisi e chirurgia bloccata
Uno dei problemi principali riguarda il reparto di cardiologia, dove l’arrivo di due nuovi cardiologi non è sufficiente a risolvere le criticità, poiché questi dovranno garantire turni anche presso l’ospedale di Cerignola. Il rischio, secondo Gatta, è che il reparto resti sotto organico e con meno possibilità di sviluppo specialistico, con conseguente demotivazione dei medici.
Altro nodo cruciale è quello dell’area chirurgica, il cui futuro resta incerto. Da oltre due anni, infatti, mancano chirurghi e ortopedici in numero sufficiente per garantire interventi in urgenza, costringendo i pazienti a essere trasferiti in altri ospedali. Una situazione che, secondo il deputato, evidenzia il progressivo depotenziamento del presidio ospedaliero.
Strumentazioni obsolete e carenza di sangue
A complicare il quadro è la vetustà delle attrezzature. Un esempio è quello della tac, spesso soggetta a guasti e malfunzionamenti, con richieste di sostituzione rimaste inevase.
Non meno grave è la questione del servizio trasfusionale, reso inefficiente dalla carenza di personale tecnico di laboratorio. La conseguenza è un rallentamento nell’erogazione delle sacche di sangue, un aspetto critico per un centro ospedaliero che deve garantire emergenze e urgenze.
Liste d’attesa interminabili e richiesta di chiarezza
Altro capitolo nero riguarda le liste d’attesa, definite “vergognose” da Gatta: per una visita specialistica o un esame diagnostico, denuncia il parlamentare, si devono attendere anni, mettendo a rischio la possibilità di intervenire tempestivamente su patologie gravi.
“È necessario che ASL e Regione Puglia facciano chiarezza e dicano cosa intendono fare per evitare il progressivo e sistematico depotenziamento dell’ospedale“, afferma Gatta.
Per il deputato, chi oggi parla di un ospedale in ripresa mente sapendo di mentire e rischia di trasformare il diritto alla salute in un lusso per pochi e in un calvario per tutti gli altri. Un’accusa dura, che alimenta il dibattito sulla sanità in Capitanata e sulla necessità di interventi concreti per il futuro del San Camillo.











