Bari dice addio a una delle sue figure simboliche della gastronomia: Enzo Francavilla, lo chef a cui si deve l’invenzione degli spaghetti all’assassina, è morto all’età di 90 anni. Conosciuto per aver dato vita al piatto più rappresentativo del capoluogo pugliese, Francavilla ha lasciato un segno indelebile nella tradizione culinaria locale, rendendo Bari una meta ancora più ambita per i turisti e gli amanti della buona cucina.
L’origine casuale di un’icona
Era il 1967 quando Francavilla, di origini foggiane e allora chef del ristorante Al Sorso Preferito, creò per caso gli spaghetti all’assassina. La leggenda narra che una coppia campana, arrivata al locale a tarda ora, chiese di essere servita. Francavilla improvvisò un piatto di spaghetti al pomodoro, bruciacchiati e piccanti. I clienti, entusiasti, lo soprannominarono “assassino”. Da quell’episodio nacque il nome di un piatto destinato a diventare iconico.
Una fama internazionale
Dopo un iniziale successo, gli spaghetti all’assassina scomparvero dai riflettori negli anni Ottanta, per poi tornare prepotentemente in auge negli ultimi anni. Il merito va a iniziative come il gruppo Facebook dell’Accademia dell’assassina, dedito a testare la fedeltà alla ricetta originale nei ristoranti baresi, e alla scrittrice Gabriella Genisi, che ha reso omaggio al piatto nel romanzo Spaghetti all’assassina.
La rinascita definitiva è arrivata grazie alla fiction Rai Le indagini di Lolita Lobosco, con Luisa Ranieri che prepara proprio gli spaghetti all’assassina in una scena diventata iconica. La fama del piatto ha travalicato i confini nazionali, arrivando sulle tavole di show internazionali come quello di Stanley Tucci, dedicato alla cucina italiana.
L’eredità di un grande chef
Oggi, gli spaghetti all’assassina sono tra i piatti più richiesti a Bari e compaiono nella top ten delle paste più ricercate d’Italia. Non c’è turista che arrivi in città senza volerli provare, contribuendo a fare del capoluogo pugliese una tappa gastronomica imperdibile.
Forse Enzo Francavilla non avrebbe mai immaginato che quel piatto, nato quasi per gioco, avrebbe regalato fama a lui e a Bari. Ora che lo chef non c’è più, spetta proprio agli spaghetti all’assassina il compito di tramandare la sua memoria, simbolo di un’arte culinaria che continua a conquistare il mondo.










