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Home - “Cani in un recinto senza cucce e coperture nell’area Pip di Candela”. La denuncia di una Guardia Zoofila

“Cani in un recinto senza cucce e coperture nell’area Pip di Candela”. La denuncia di una Guardia Zoofila

Lo sfogo di Nicolina Zannella: "Gli animali non risultano né microchippati e né sterilizzati, come invece prevede la legge in materia di controllo sul randagismo"

Di Redazione
2 Dicembre 2024
in Cronaca, Lucera e Monti Dauni
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“La scrivente, Nicolina Zannella, in qualità di Guardia Zoofila iscritta a codesta associazione, desidera portare all’attenzione la situazione critica in cui versano due cani attualmente custoditi nel recinto di proprietà comunale, situato in località ‘Serra Giardino’, nell’area PIP del Comune di Candela (Fg). Nel maggio scorso l’amministrazione comunale di Candela aveva fatto recuperare, a seguito di segnalazione da parte di qualche cittadino, due cagnolini che erano stati abbandonati nel centro urbano. La ‘soluzione’ adottata dal sindaco (o dal suo delegato) era stata quella di farli mettere nell’area ecologica stipati tra carcasse di vecchi frigoriferi da smaltire.  A seguito della mia pec di protesta, datata 16 giugno 2024, i cani sono stati trasferiti in un recinto dell’area industriale che dista circa 4 chilometri dal paese.

La struttura in questione era già stata in passato utilizzata per detenere altri cani randagi, e anche in quell’occasione era stata evidenziata l’inadeguatezza del luogo. Infatti, a seguito delle segnalazioni della sottoscritta e della sezione Enpa di Ascoli Satriano alle autorità competenti (sindaco, Asl, carabinieri forestali), fu effettuato un sopralluogo dai veterinari ASL Dott. Calitri e Dott. Francavilla che ritennero il recinto assolutamente inadatto allo scopo, tant’è che l’assessore Pasquale Capocasale aveva preso l’impegno di far eseguire in tempi brevi i lavori di adeguamento per rendere la struttura adatta ad accogliere i cani in difficoltà e quelli da sterilizzare i quali, dopo la degenza pre e post operatoria, sarebbero stati reimmessi sul territorio, così come prevede la L.R. n. 2 del 2020. Purtroppo le promesse sono state vane e i lavori alla struttura non sono mai stati realizzati costringendo i volontari, come la scrivente, a ‘ospitare’ i cani feriti e quelli da sterilizzare presso le proprie abitazioni per il tempo necessario alla somministrazione dei farmaci, con assunzioni di responsabilità assolutamente improprie e gravose per dei semplici cittadini sensibili al tema del randagismo.

In data 30 novembre 2024, su sollecitazione anche di altri cittadini preoccupati dello stato di salute dei cani, ho effettuato un sopralluogo presso detto recinto e ho potuto constatare che le condizioni del recinto non sono affatto cambiate, anzi risultano peggiorate.

L’area è priva di spazio di sgambamento e completamente pavimentata da un massetto in calcestruzzo, è dotata di una copertura in lamiera che copre solo in parte lo spazio recintato ed è priva di cucce e pannelli che possano riparare gli animali dai freddi venti invernali. All’interno del recinto sono presenti solo tre casse di legno, già in condizioni precarie, che la scrivente aveva messo a disposizione per altri animali detenuti nello stesso recinto in passato.

Seppur gli operatori ecologici provvedano quotidianamente alla somministrazione di cibo e alla pulizia del pavimento, le necessità dei due cani non vengono soddisfatte rendendo di fatto le loro condizioni di vita inaccettabili. Gli animali sono privati di qualsiasi forma di socializzazione e di opportunità di movimento, vivendo in condizioni di isolamento, privati dei loro diritti di esseri viventi e senza alcun rispetto delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche.

In particolare, in questo periodo dell’anno, le temperature rigide e le intemperie rendono la situazione ancora più grave. Il recinto non offre alcuna protezione adeguata dal freddo e dal vento, rendendo insostenibile la condizione di vita dei cani. Inoltre è opportuno sottolineare che i cani, un maschio e una femmina, non risultano né microchippati e né sterilizzati, come invece prevede la legge in materia di controllo sul randagismo.

Alla luce di quanto sopra esposto, ritenendo che vi siano tutte le condizioni per considerare gli amministratori del Comune di Candela e in particolare il sindaco Nicola Gatta e i suoi delegati responsabili di maltrattamento e di grave inosservanza delle prescrizioni delle leggi vigenti in materia di tutela e protezione degli animali d’affezione, la scrivente chiede che tale situazione sia denunciata alle autorità competenti per garantire ai due cani condizioni di vita dignitose e adeguate. È fondamentale che venga presa in considerazione una soluzione alternativa per il loro ricovero, in strutture idonee e nel rispetto del loro benessere. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e per fornire ulteriori informazioni, e attendo un Vostro riscontro”.

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Tags: Candela
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