All’indomani della protesta dei miticoltori di Capojale, arrivano le prime proposte per fronteggiare e prevenire la mortalità di cozze e posidonia. Proprio da Cagnano Varano, partono alcune azioni nell’ambito del progetto Teamforadris, un corridoio salvamare inserito nel programma Interreg Adrion, finalizzato all’introduzione di sistemi di gestione del mare per prevenire la mortalità delle cozze e della posidonia oceanica con l’innovazione tecnologica ed il biorisanamento. Il progetto è stato illustrato a Cagnano Varano per attivare un insieme di azioni innovative nel basso Adriatico per rispondere all’emergenza climatica che sta provocando la mortalità delle cozze e della posidonia. Sono 10 i partner provenienti da Bosnia, Grecia, Montenegro, Slovenia e Albania che nell’arco dei prossimi 3 anni, coordinati dal Comune di Cagnano Varano introdurranno lungo la fascia costiera e negli allevamenti di mitili una serie di sistemi innovativi di gestione tecnologica basato sul cloud e l’intelligenza artificiale e sull’utilizzo dei biopromotori naturali finalizzati non solo alla prevenzione della mortalità ma anche della valorizzazione del prodotto.
“Il progetto – spiega Michela Cariglia, esperta di economia del mare – prevede azioni pilota in 4 siti tra Puglia, Albania e Grecia basate su strumenti gestionali e tecnologie disponibili via app che con l’utilizzo dei dati e dei biopromotori, enzimi che crescono naturalmente nel mare, stimolano la riproduzione naturale del seme di mitili e la tutela della prateria di posidonia, attivando l’ossigenazione delle acque e contribuendo in tempo reale all’adattamento al cambio climatico. Le biomasse rivitalizzate consentiranno il miglioramento della produzione alimentare dei mitili, un impatto positivo sull’ecosistema marino e verranno valorizzati i prodotti di scarto per l’utilizzo dei gusci in altre filiere come la mangimistica e la bioedilizia”.
Il progetto Teamforadris mette al centro le comunità costiere e la gestione condivisa e parte dai dati esistenti sulle cause della mortalità, li analizza con software basati sull’intelligenza artificiale ed il cloud e li restituisce in maniera puntuale per ogni chilometro quadrato analizzato per andare ad intervenire in maniera puntuale e sulle singole aree identificate a riattivare con enzimi naturali l’ecosistema favorendo in questo modo la resilienza del mare e dei suoi abitanti al cambiamento climatico.
“I risultati del progetto prevedono l’integrazione nei sistemi gestionali sia della mitilicoltura sia della pianificazione territoriale di un sistema aperto con soluzioni immediatamente adottabili in varie aree marine per la prevenzione della mortalità e la gestione dello scarto disponibili su una piattaforma consultabile gratuitamente ed in integrata con il sistema europeo ‘Atlas of the Seas’ in modo da essere utilizzabile ovunque in Adriatico e nel Mediterraneo e fornendo una risposta concreta anche all’attuazione della Direttiva Bolkestein”.
“Con Teamforadris- precisa Nikolina Brajovic, partner di B. solutions da Montenegro – si attiva, innanzitutto, la consapevolezza dei cittadini e degli operatori sulle possibilità di resilienza attraverso sistemi che coniugano la tecnologia alla biorimediazione e soprattutto si modificano i sistemi di gestione mettendo la relazione ‘mare-uomo’ al centro delle attività”.












