Lidya Colangelo, sindaco di San Severo, non ha mai abbandonato i cinque figli di Celeste Palmieri, la donna uccisa dal suo ex marito nel parcheggio di un supermercato. E anche ieri sera durante il corteo fiaccolata è stata sempre al loro fianco.
“In questi giorni di dolore la nostra comunità ha l’obbligo di raccogliersi, per non consentire alla rabbia di avere il sopravvento. La follia omicida di un singolo non deve avvilire il senso di umanità che ciascuno di noi porta con sé e che esprime nella propria famiglia e nella propria città. Nelle ultime ore della sua vita Celeste ha avuto il conforto di un uomo, di un cittadino che le ha stretto la mano, proprio nel luogo in cui veniva brutalmente colpita. Oggi noi siamo quel cittadino che infonde coraggio a chi ha paura. È una San Severo che si stringe intorno a questi ragazzi che stanno soffrendo. Questi episodi non possono caratterizzare la storia di San Severo. Ai figli di Celeste diciamo che siamo con loro e siamo qui per dire basta violenza contro le donne. Si poteva fare di più per salvare Celeste? Probabilmente si, probabilmente il braccialetto elettronico è un dispositivo che va rivisto, ma noi ci affidiamo a chi di competenza. Ma non incolpiamo chi non ha colpe come i Servizi sociali del Comune. Tutti avremmo potuto fare molto di più”.









