Compie oggi un anno l’amministrazione eletta dopo lo scioglimento del Comune di Foggia per mafia, e quello che fin qui si può dire della prima giunta municipale del campo largo pugliese è che coltiva un’ostinata autostima. La limitatezza emersa durante la campagna elettorale è stata confermata dallo scolastico governo proposto per riconnettere sentimentalmente la comunità alle istituzioni. L’approccio al ruolo di sindaca dell’ex provveditrice agli studi Maria Aida Episcopo, è sembrato quello di una preside egoriferita che ignora insegnanti e collaboratori, figurarsi gli studenti. Nessuna visione, piuttosto la protervia di chi crede che basti non fare danni per conservare la dignità.
A dispetto delle buone intenzioni di partenza, sfogliando l’album del suo noviziato s’incontrano perlopiù retorica e narcisismo. Come in occasione dei cent’anni dall’arrivo dell’acqua in città, con le celebrazioni a carico dell’Acquedotto pugliese e la giunta prodiga di selfie. O della consegna dei Campi diomedei, merito esclusivo della Regione sebbene i selfie di “Tutta un’altra storia” suggeriscano il contrario. L’arrivo di 42 nuovi autobus accolto come le diligenze in parata davanti ai saloon, anch’essi comprati dalla Regione e ciò nonostante immortalati da altre istantanee adolescenziali. Il concerto ferragostano di un rapper (79.000 euro) saldato dal Teatro Pubblico Pugliese, ma si sa che i meriti sono di chi compare sui giornali. Come nel caso dei 350 metri di asfalto stesi in periferia, applauditi come l’atterraggio di una navicella spaziale benché fossero un’eredità dei commissari prefettizi. Nessun selfie, invece, per lo sfratto del Comune all’associazione dell’assessora alla cultura, retrocessa da presidio di legalità a occupazione abusiva. Nemmeno per la revoca dell’affidamento della rendicontazione del Pnrr, provvedimento che ha lasciato basita la prefettura aprendo la prima verifica di maggioranza.
Tutta questa presunta magniloquenza è divenuta carne nella macelleria virtuale, così a una città che ansimava speranza sono state offerte qualche brutta figura, pavidità e tanti selfie. Dopo aver rinnegato i Cinque stelle ed essere diventata sgradita al Pd,alla Episcopo è bastato un anno per mettersi in proprio: da prima sindaca del campo largo a preside della terza città di Puglia. Ma quando recita l’appello, interrogata l’Etica, i foggiani rispondono «ancora in convalescenza».
Editoriale dell’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno-Puglia, per gentile concessione dell’Autore e dell’Editore.










