La maggiore longevità e la scarsa prevenzione unita ad una mancanza di analisi incrociata da parte dei medici collocano l’Italia tra i paesi europei con il più alto numero di cadute anche mortali tra gli anziani.
Questo dato ha convinto l’accademica Francesca Fortunato, specializzata in Igiene, ad organizzare all’Ordine dei Medici di Foggia un convegno dedicato ed un corso di formazione sugli incidenti domestici.
Tra gli illustri relatori chiamati ad intervenire sul tema anche l’ex primario del Policlinico Riuniti, il dottor Massimo Zanasi, geriatra e medico legale e oggi consulente del Centro Vita di Cerignola del Gruppo Salatto.
Le cadute sono un fenomeno complesso e multifattoriale, risultato dell’interazione tra fattori individuali (cambiamenti dovuti all’età, malattie, forza del singolo individuo, capacità di deambulare in sicurezza ed equilibrio) e fattori ambientali (compresa la scelta di idonei ausili per la deambulazione) e la presenza o meno di caregivers.
Secondo Zanasi per ridurre l’incidenza di questo evento che determina costi umani, sociali ed economici notevoli è compito della società trovare soluzioni non esclusivamente sanitarie ma che devono prevedere anche la rivisitazione della cultura edilizia e quindi, imprenditoriale. Anche la fisioterapia svolge un ruolo cruciale nella prevenzione e gestione delle cadute attraverso la creazione di programmi che prendano in considerazione la qualità sanitaria del singolo, le abilità funzionali evitando di voler perseguire obiettivi puramente teorici.
“Le cadute rappresentano la causa più importante di disabilità nell’anziano, (cade un terzo degli over 70), con costi umani(anche familiari), sociali e materiali straordinari. Più colpite sono le persone sole o poco accudite al domicilio, ma anche le persone istituzionalizzate. Alla luce degli alti costi che determinano è compito prioritario del S.S.N. occuparsi di questa vera e propria emergenza (e lo sarà sempre di più in futuro, visto l’andamento demografico), delineando politiche di informazione e intervento. Gli anziani che cadono, tendono a cadere ripetutamente con conseguenze gravi sia cliniche che psicologiche come perdita di sicurezza ed immobilità che accelerano il declino funzionale determinando depressione, isolamento sociale o istituzionalizzazione precoce fino alla morte”, ha spiegato il geriatra.
Nel 20% dei pazienti anziani che cadono si verificano fratture (prevalentemente di femore), traumi cranici e ferite con conseguente aumento del rischio di ospedalizzazione e mortalità ad un anno del 20-30%. Nei soggetti di sesso maschile vittime di caduta, le lesioni che portano al decesso sono prevalentemente: trauma cranico e frattura degli arti inferiori. Le fratture degli arti inferiori sono causa di morte per il 29% nei maschi e il 68% delle femmine. Il trauma cranico è causa di morte per il 31% dei maschi e il 14% delle femmine.
Perché gli anziani cadono? Perché presentano dei parkinsonismi, sono affaticati, sono malnutriti, depressi, hanno deficit di memoria, provano dolore, soffrono di insonnia, hanno deficit sensoriali di tipo acustico e visivo o sono soli e necessitano di un bisogno assistenziale.
“Dopo una caduta la qualità della vita dell’anziano si abbassa e vi sono costi umani altissimi anche per la famiglia. Sono colpite le persone sole ed è necessario che il SSN si prenda cura della problematica con soluzioni di natura multidisciplinare. Se il paziente cade tende a ricadere perché ha timore che ri accada. Dove si cade maggiormente? La statistica dice che il bagno di notte è un luogo di morte privilegiato, ma ci sono le cucine e le scale interne.
I fattori di rischio sono tantissimi. Dalla calzature inadeguate all’assunzione di farmaci. I fattori possono essere biologici, socio economici e ambientali insieme all’età che avanza. Chi vive solo è maggiorenne esposto alla caduta. Fattori intrinseci sono anche quelli psicologici se si considera che spesso l’anziano vive una dicotomia tra corpo e mente, pazienti di questo tipo fanno cose che pensano di poter fare ma il loro corpo non risponde. Ecco perché secondo il geriatra la caduta richiede un intervento multidisciplinare. Gli anziani soli, poveri in una casa senza manutenzione, depressi, con un bastone inadeguato, con pavimenti poco sicuri, una illuminazione scarsa e un abbigliamento inadeguato non possono che cadere.
Spesso inoltre più patologie prevedono assunzione di più farmaci che sovente vanno in contrasto tra di loro. I lassativi, gli antiepilettici, i tranquillanti, il Tachidol, che unisce paracetamolo a codeina possono provocare vertigini. Anche l’alfa litico usato per ridurre gli ingrossamenti della prostata è causa di ipertensione ortostatica. Se il paziente è bradicardico si deve intervenire prima della sincope.
Esistono poi degli interventi sulla casa, sulla domotica. I tappeti ad esempio devono essere banditi nel soggetto anziano così come l’estrema pulizia con cera e affini dei pavimenti. I bagni come le scale possono e devono essere muniti di maniglioni. La Domotica come sicurezza è essenziale contro le cadute. L’intelligenza artificiale può intervenire nell’installare un allarme di caduta, controllo dei rubinetti, delle luci, delle luci di rispetto notturne, dei pensili che si abbassano ad altezza di anziano.
Zanasi ha fatto anche l’esempio della Toscana, dove sono stati creati dei condomini solidali con appartamenti indipendenti senza barriere architettoniche. “Dovremmo immaginare che la nostra classe imprenditoriale invece di costruire casermoni per giovani coppie, che neanche si sposano più, edifichino condomini intelligenti a misura di anziano”, la conclusione di Zanasi.








