“Ho ricevuto una pec da parte di Felice Limosani, con la quale mi veniva comunicata la volontà da parte dei finanziatori e dello stesso artista di non procedere con l’offerta di un’installazione da collocare nella nostra città”. Così la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo dopo la chiusura negativa del progetto dei “Cuori Pulsanti” ai Campi Diomedei.
“Ne prendo atto con rammarico, ringraziandoli sentitamente per l’interesse mostrato e per la volontà di regalare a Foggia un’opera identitaria e in grado di suscitare ammirazione ed emozione. E ringrazio la Giunta, gli uffici coinvolti e il Consiglio comunale per l’impegno profuso per presentare e illustrare il progetto, individuare un iter partecipativo in grado di coinvolgere attivamente la città in tutte le sue espressioni in modo plurale, trasparente, neutrale e soprattutto onesto. Dopo aver manifestato all’amministrazione il progetto, il 10 luglio scorso l’artista aveva presentato l’opera presso l’Università di Foggia, alla presenza dei vertici della Fondazione Monti Uniti (che ha assunto il ruolo di riferimento dei mecenati coinvolti), della stampa, di sostenitori del progetto e non. Nell’occasione venne proposto di individuare un’ampia Commissione scientifica composta da esperti, di cui un componente ministeriale, che avrebbe dovuto supportare il Consiglio comunale nella prescritta accettazione formale della donazione e nelle scelte legate alla eventuale collocazione. Mi dispiace che alcuni pareri amplificati mediaticamente abbiano condizionato il dibattito, trasformando un’opportunità in un agone fine a se stesso, un pretesto per alimentare polemiche, divisioni, contrasti lontani da qualunque vision e prospettiva. Il rispetto delle persone deve essere il primo valore indiscutibile e la bussola di ogni nostra parola e di qualsiasi comportamento. Talora non è stato così…”.
Poi conclude: “Felice Limosani è un artista di statura mondiale – e la mia stima personale e professionale è grandissima -, una risorsa preziosa per la nostra comunità e saremo ben lieti di coinvolgerlo e collaborare nel prossimo futuro per la crescita della città in cui è nato e alla quale è profondamente legato, così come imprenditori e mecenati uniti dall’amore per l’arte e dalla voglia di riscatto sociale, così come ognuna e ognuno di noi… al di là di ogni latitudine politica e culturale”.









