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Home - Foggia, Borgo Croci tra povertà e degrado: il parroco striglia la giunta. Presentato bando “Organizziamo la speranza”

Foggia, Borgo Croci tra povertà e degrado: il parroco striglia la giunta. Presentato bando “Organizziamo la speranza”

Sono 15 le città individuate dalla Fondazione per il Sud per la povertà educativa. Il capoluogo dauno rientra con tre suoi quartieri. In ballo a livello nazionale ci sono 50 milioni di euro ministeriali gestiti da Con i Bambini

Di Antonella Soccio
9 Ottobre 2024
in Cronaca, Foggia
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Dopo la Parrocchia del Sacro Cuore al Candelaro la struttura dei Servizi Sociali del Comune di Foggia con l’assessora Simona Mendolicchio e i vari pentastellati, tra cui la consigliera regionale Rosa Barone, ha presentato il bando “Organizziamo la speranza” dell’impresa sociale “Con i Bambini”, dedicato a Borgo Croci, Rione Candelaro e Rione Biccari anche nei locali della parrocchia di Sant’Anna alle Croci diretta dal parroco padre Gianmaria Di Giorgio.

Sono 15 le città individuate dalla Fondazione per il Sud per la povertà educativa. Foggia rientra con tre suoi quartieri. In ballo a livello nazionale ci sono 50 milioni di euro ministeriali gestiti da Con i Bambini.

A Sant’Anna il gancio della serata è stata l’operatrice sociale e politica Stefania Venditti, che ha esordito: “È in questa zona che nasce Foggia e poi viene dimenticata, qui c’è povertà ma tanta fede, il parroco tanto si dà da fare. Queste zone, Borgo Croci e Candelaro, devono essere attenzione viva di chi è nelle istituzioni”. “Per troppo tempo alcune zone sono state messe da parte. La particolarità del bando è la rete e la collaborazione. Gli obiettivi di prospettive e richieste devono arrivare alla politica. Borgo Croci è una parte magica della città e va ascoltata”, è stato il commento di Rosa Barone.

Presente anche il consigliere comunale civico di opposizione Antonio De Sabato: “Sant’Anna è una chiesa viva, siamo qui per dare una mano a Simona Mendolicchio. Borgo Croci è una periferia dell’anima dove la speranza è venuta meno. Senza le parrocchie questa parte di città morirebbe. L’inferno non ha le fiamme, l’inferno è la rassegnazione, dice monsignor Matteo Zuppi. Dobbiamo trasmettere il cambiamento radicale di questo bando”.

“Sono nato a pochi metri da queste strade, poi sono cresciuto a Candelaro. La mia radice è crocese, credo nelle potenzialità di questo bando per incidere nell’educazione”, ha rimarcato l’eletto pentastellato Francesco Salemme detto Cisky.

L’esperto di bandi Gerardo Fascia ha illustrato le opportunità della misura. “Io mi occupo di progettazione, questo bando viene emanato dall’impresa Con I Bambini che gestisce dei fondi ministeriali. Si è posta il problema di alcune aree con forte disagio economico e con povertà educativa, ossia l’assenza di opportunità di crescita, futuro e inclusione. Quando ai ragazzi non viene data una prospettiva non c’è speranza. In 15 città italiane ci sono realtà problematiche, c’è una polarizzazione dei ceti sociali. I problemi sono in tutti i quartieri. Non c’è solo politica, è necessario trovare il senso di comunità e senso di coesione. A Foggia siamo diventati tutti nemici, c’è un livello di esasperazione per cui non c’è più comunità. Non basta più la politica, è necessario ricostituire il senso di comunità. Le proiezioni al 2075 vedono Foggia con 85mila abitanti, torneremo all’Ottocento. Questo è un bando il più trasparente possibile, dove niente è pilotato. Ci sono le Aree bersaglio con un forte abbassamento dei livelli di inclusione educativa. Tutti gli enti del terzo settore possono candidarsi in aree socio educative strategiche con dei progetti sperimentali grossi dove immaginare un format da replicare in altri quartieri. La situazione che ha portato Con I Bambini ad individuare a Foggia è una opportunità per creare un sistema di servizi che agganci il privato sociale con il Comune, le scuole, l’Asl e l’Uepe. Ci dobbiamo imporre che la progettualità esca dalle solite logiche di distribuzione a pioggia di fondi. Gli ambiti possono essere diversi, il bando permette di rivitalizzare spazi in disuso per trasformarli in luoghi pulsanti”.

I progetti dovranno una durata minima di 36 mesi e massima di 48 mesi. E si assegneranno i fondi solo ai quelli di qualità. Nulla è scontato. Nonostante la presenza di alcune associazioni interessate, dalla platea sono arrivate altre urgenze per il quartiere, rappresentate tutte dal parroco in modo molto netto.

“Noi non abbiamo bisogno di altri giardinetti. Noi abbiamo bisogno di questa piazza. Piazza Filippo Corridori era l’unica piazza che avevamo e ora è un degrado. Era un bene comune del quartiere, gli anziani trascorrevano il loro tempo insieme, al fresco, era ed è un punto di riferimento. Nella tabella si indica la fine dei lavori al 10 ottobre, ma è da cinque o sei mesi che è abbandonata. È diventata una discarica”, ha rilevato ad assessora ed eletti il parroco. La parrocchia è anche preoccupata per un’altra questione. Alcuni spettacoli del Foggia Estate traslati al Parco Iconavetere non hanno ottenuto il gradimento di chi vuole che quello spazio sia adibito alla comunità e ai riti.

“Abbiamo anche il Parco Iconavetere oggi ci sono duemila posti a sedere, una cappellina che ricorda il convento che custodiva il Sacro Tavolo durante i terremoti di Foggia. Lì la Madonna dei Sette Veli si è fatta vedere più di una volta. In quella cappella che oggi è un rudere avvenne la prima ricognizione della Madonna dei Sette Veli. Abbiamo saputo che c’è qualche assessore che vuole stravolgere questo parco, oggi noi svolgiamo lì eventi religiosi. In passato ci sono state Cresime e Prime Comunioni. Finora l’associazione di Protezione Civile ha rispettato la funzione del Parco”, ha aggiunto il parroco.

Tante le lagnanze delle mamme e nonne presenti. “Noi vogliamo il polmone della nostra parrocchia, rivogliamo la nostra piazza, che non aveva bisogno di lavori, c’erano delle panchine indistruttibili. Hanno dato priorità alle piste ciclabili, che non usa nessuno, invece che alla Piazza Filippo Corridori. C’è insicurezza, la sera quando i bambini escono dal catechismo non sanno neppure dove camminare e rischiano di essere investiti”. Tanto l’imbarazzo dell’amministratrice Mendolicchio, che candidamente e con molta empatia, ha spiegato il motivo del blocco dei lavori. “A brevissimo ripartiranno, il progetto prevedeva una connessione col Tratturo Regio, occorreva studiare un modo per salvare i pini”.

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Tags: Sant'Anna
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