“Quanti di voi hanno saputo della storia di Michele? Michele è un ragazzo di Chieuti derubato e malmenato a Foggia mentre tornava a casa”. Lo scrive la consigliera comunale, Concetta Soragnese. “Un ragazzo solitario – aggiunge -, che ha vissuto una adolescenza difficile, e a cui è stato diagnosticato un tumore. Aveva deciso di trasferirsi a Foggia nel tentativo di migliorare il suo futuro. Ma giovedì scorso è stato scippato, spintonato, rincorso, aggredito, malmenato e lasciato a terra da due assalitori. È uno tosto Michele, si rialza e va in ospedale. Appena dimesso, sale sul primo autobus e torna a Chieuti. ‘Non mi lasciate solo’, il suo disperato grido di aiuto. Si potrebbe dire che è una delle tante storie di cronaca a cui siamo abituati. Qual è la prassi comune. Rabbrividiamo per un po’, ci indigniamo, ma poi si volta pagina. Ce ne dimentichiamo. Restiamo passivi. Il sesso in pieno giorno davanti alla stazione, le violenze omofobe a Piazza Mercato, le illegalità diffuse, i vandalismi in luoghi simbolo della città. Dobbiamo impegnarci, non possiamo voltarci dall’altra parte, contriti ma indifferenti, siamo tutti colpevoli”.

E continua: “Ogni agenzia educativa è chiamata a fare la sua parte, ma non come voce isolata, bensì come parte di una rete. L’educazione civica non deve restare tra i banchi di scuola, ma diventare una condotta cittadina. Per fare questo, è necessario che anche le istituzioni facciano la loro parte”.
A parere della Soragnese “è necessario investire di più nei servizi sociali, è necessario partecipare ad ogni bando possibile – sia esso europeo, nazionale o regionale – per attrarre fondi che siano impiegati a difesa dei più fragili e nell’educazione dei nostri giovani alla convivenza e al rispetto. Questa è la vera emergenza che stiamo vivendo e a cui dobbiamo dedicarci. Sento che è nostro compito primario oggi contrastare le marginalità crescenti nella nostra città. In qualità di vicepresidente del Consiglio comunale di Foggia – conclude Soragnese – esprimo la mia sentita vicinanza a Michele, e spero che la sua storia possa servire a smuovere le nostre coscienze e spingerci a reagire in maniera ferma e decisa”.










