Stragi di stato, omicidi, depistaggi, verità nascoste, una giustizia incompiuta e nomi eccellenti da Andreotti a Cossiga: di tutto questo e molto altro ancora se ne è parlato a Candela con il generale dell’Arma dei Carabinieri Antonio Cornacchia, nato a Monteleone di Puglia, paese rimasto sempre nel suo cuore e dove ogni anno si reca per trascorrere alcuni giorni di vacanza.
Nell’ambito della rassegna “Candela città che Legge”, Cornacchia, ormai 93enne, ha ripercorso la sua attività negli anni cosiddetti di piombo, tra gli anni settanta e novanta. Cornacchia ha vissuto in prima persona gli anni più controversi di quel periodo. Tra i più famosi poliziotti italiani della seconda metà degli anni settanta, fu lui ad arrestare Renato Vallanzasca e ad aprire per primo il bagagliaio della Renault 4 rossa in via Caetani, trovando il corpo di Aldo Moro. Autore di numerosi libri, Cornacchia ha illustrato in maniera esaustiva tutte le fasi storiche di quegli anni, soffermandosi con il pubblico presente.











