Tegola per il boss foggiano Roberto Sinesi, 62 anni detto “Lo zio” o “Capacchione”. Dopo aver assaporato una breve libertà pochi mesi fa, il capomafia non solo è tornato in prigione, ma ora gli è stato ripristinato il 41bis, carcere duro. Motivo? Potrebbe continuare a comandare anche dalla cella. Questa la tesi di Dda di Bari e Dna nazionale, accolta dal Ministero della Giustizia. Per Sinesi, dunque, riecco il 41bis almeno per i prossimi due anni. L’obiettivo è “recidere ogni legame tra esponenti della criminalità organizzata in libertà e detenuti ancora in grado di ispirare, guidare, governare attività criminose”. Un solo colloquio al mese con i parenti, niente telefonate e ogni altra restrizione prevista dal regime del carcere duro. Contro la decisione di applicare il 41bis, il boss può presentare ricorso al Tribunale di Sorveglianza e, in ultimo, alla Cassazione.
Sinesi venne sottoposto al carcere duro anche in passato, l’ultima volta dal 2019 allo scorso febbraio quando venne scarcerato per unificazione per continuazione dei reati, decisione poi bocciata dopo il ricorso della procura antimafia. Prima era ristretto a Rebibbia, adesso si trova ad Oristano in Sardegna.
Il suo ultimo arresto risale al 14 maggio scorso: è accusato di essere stato il mandante del tentato omicidio di Vito Bruno Lanza detto “U’ lepre”, scampato alla morte il 17 ottobre 2015. Per questa vicenda sono già stati condannati in via definitiva i due esecutori materiali.
Ad inguaiare Sinesi ci sono poi le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro e Giuseppe Francavilla detti “Capelloni” che hanno confermato il ruolo verticistico dello “zio” all’interno della “Società Foggiana” ed in particolare nel clan Sinesi-Francavilla.
Altri elementi apicali sono il figlio Francesco Sinesi, anche lui al 41bis e Antonello Francavilla, marito di una figlia del capomafia. Il figlio sta scontando 20 anni definitivi quale mandante dell’omicidio di Roberto Tizzano nel bar “H24” di Foggia del 29 ottobre 2016, agguato organizzato per vendicare il tentato omicidio di Roberto Sinesi stesso, ferito gravemente il 6 settembre precedente mentre era in auto con la figlia e il nipotino di 4 anni, anche quest’ultimo rimasto ferito. Antonello Francavilla, invece, si trova ai domiciliari nel Nord Italia dopo la condanna a 4 anni per essere stato sorpreso a Foggia mentre girava armato. Antonello è cugino dei “Capelloni” pentiti.









