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Home - “No alle torri ai Campi Diomedei di Foggia”. Gli ambientalisti chiedono ben altri interventi come le zone d’ombra

“No alle torri ai Campi Diomedei di Foggia”. Gli ambientalisti chiedono ben altri interventi come le zone d’ombra

Pressing su amministrazione e Soprintendenza per evitare nuove costruzioni nel parco. La proposta di una connessione con la villa comunale

Di Redazione
1 Luglio 2024
in Ambiente, Foggia
Campi Diomedei; nel riquadro, le torri proposte dall'artista Limosani

Campi Diomedei; nel riquadro, le torri proposte dall'artista Limosani

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“Le seguenti associazioni ambientaliste invitano l’amministrazione comunale di Foggia e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio a non autorizzare alcuna costruzione all’interno dei Campi Diomedei che, è bene ribadire con determinazione, è blindata da tre vincoli di inedificabilità assoluta apposti sull’intera area dal Ministero per i Beni Culturali, a seguito del pronunciamento del Tar Puglia”. Lo riporta una nota di WWF Foggia e Università Verde di Capitanata.

“Ci si riferisce in particolare alle due torri con i cuori pulsanti in cima (proposte dall’artista foggiano, Felice Limosani e accolte con giubilo dalla sindaca, ndr), all’attenzione istituzionale, che potrebbero essere realizzate in altre aree della città non vincolate. Si ritiene, invece, che ben altri siano gli interventi che dovrebbero essere urgentemente messi in atto dal Comune per dare decoro e significatività ad un’area pregiata che rischia fortemente di degradarsi prima ancora del termine dei lavori”.

BREVE PREMESSA STORICA

“È bene ricordare che il Parco è sorto grazie ai preziosi reperti archeologici risalenti al VI V millennio A.C rinvenuti nell’area ex ippodromo nel marzo 1998, grazie ad una campagna di scavi, condotta da Anna Maria Tunzi, realizzata con fondi raccolti attraverso una grandissima mobilitazione di cittadini ed ambientalisti senza alcun sostegno da parte delle amministrazioni pubbliche (unico caso in Europa di campagna archeologica finanziata da cittadini)”. 

“Gli eccezionali risultati degli scavi eseguiti successivamente, nel 2005 questa volta con finanziamenti comunali – proseguono le associazioni ambientaliste -, hanno portato alla luce altri preziosi reperti tra cui lo scheletro del più antico uomo della Daunia (denominato Siro) con annesso corredo funerario, indicativi di un tipo di villaggio neolitico di cui esistono poche testimonianze al mondo, che stranamente non è presente nel nostro Museo. Dagli elementi raccolti, la dottoressa Tunzi ha affermato che tutta l’area sia interessata dall’estensione di un grande abitato trincerato neolitico; ne è testimonianza  la presenza del Neolitico anche negli scavi della Villa Comunale. Eppure nel corso degli anni, quest’area, di ben 22 Ha, per la sua posizione centrale ed estensione, è stata sempre oggetto di appetiti speculativi. Basti pensare alla previsioni progettuali dell’architetto Benevolo, estensore del PRG di Foggia, che prevedeva di costruire in quest’area un orlo di cemento di 4 palazzi di 7 piani fuori terra”.

E ancora: “Numerose battaglie  sono state condotte sia all’interno del Consiglio Comunale da parte dell’allora Consigliere dei Verdi per l’Ambiente, Annamaria Novelli, che dalle associazioni ambientaliste e dall’intera cittadinanza, organizzate in comitati per la difesa e la valorizzazione archeologica dell’area. Grazie ad un ricorso al Tar e a puntuali interventi presso il Ministero per i Beni Culturali, l’area è blindata da ben tre vincoli che ne sanciscono la inedificabilità assoluta. Nel dicembre 2008 viene indetto un concorso internazionale di idee per la realizzazione del Parco Urbano Archeologico dei ‘Campi Diomedei’ nell’area ex-Ippodromo”.  

LE PROPOSTE

“Ad oggi purtroppo troppe zone dell’area sono ancora inibite all’accesso per la lentezza con cui procedono i lavori, eppure l’indice di bisogno  della comunità cittadina  della fruizione di un parco verde è evidenziato anche dalla presenza di  numerose persone, compresi i bambini. Come si diceva in precedenza, il comparto archeologico, che è bene sottolineare ancora una volta, è il  nucleo fondante del parco da cui ha tratto origine e ragion d’essere, non viene ancora alla luce. I tratti distintivi del progetto vincitore disegnano anche, fra l’altro,  una integrazione tra l’area dei Campi Diomedei e la Villa Comunale, per ricreare un continuum. Questo tratto saliente del progetto stesso è ancora lettera morta. Basti pensare, tra l’altro, all’indecoroso stato di degrado in cui versano gli scavi della stessa Villa comunale. Verrebbe da pensare che la cultura archeologica in questa città sia rimossa nonostante gli eccezionali reperti archeologici ritrovati. Le preziosità neolitiche rinvenute sono state sepolte nuovamente”.

Infine, ecco le richieste avanzate all’amministrazione comunale di Foggia: “Intercettare nuove risorse anche a livello regionale e nazionale previste per la valorizzazione dei territori con caratteristiche artistico-culturale. Restituire dignità ed adeguato spazio al tema archeologico, anche attraverso un’appropriata e corretta estensione degli scavi. Rimuovere lo stato di degrado in cui versano gli scavi della Villa Comunale realizzando, come previsto dal progetto, un continuum con i Campi Diomedei di cui fanno parte integrante. Prevedere zone di ombra, attraverso idonee piantumazioni, in considerazione del fatto che i Campi Diomedei stanno assumendo la configurazione di  una grande distesa assolata non fruibile nelle ore diurne estive. Prevedere un servizio di vigilanza per evitare fenomeni delinquenziali soprattutto nelle ore serali, favoriti anche dalla scarsa illuminazione che andrebbe sicuramente intensificata. Predisporre un agile regolamento di fruibilità dell’area sia da parte di persone che di cani che, assolutamente liberi,  imperversano senza alcuna regola in tutta l’area lasciando escrementi ovunque”.

Secondo chi scrive “l‘area, così, acquisirebbe un notevole pregio storico-culturale sia per la presenza delle palazzine Liberty del Deposito Cavalli-Stalloni, in cui sono presenti  pregiate razze equine, sia per gli aspetti archeologici, temi attorno a cui ha senso che si sviluppino gli aspetti vegetazionali ed i servizi previsti nel progetto Campi Diomedei. La valorizzazione, così intesa dell’area ex Ippodromo, costituirebbe per questa nuova amministrazione una grande opportunità al fine di offrire alla città di Foggia un fiore all’occhiello, un’eccellenza unica in Europa per la felice combinazione di elementi ambientali, vegetazionali, storici, artistici ed archeologici. Viceversa, questa area perderebbe tutta la sua specificità. Finora al di là dei tagli di nastri da parte dell’amministrazione comunale siamo ancora in attesa di conoscere azioni utili alla valorizzazione culturale della unicità dell’area; restiamo disponibili e aperti al dialogo per il bene della nostra città”.

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Tags: Campi diomedeiFoggia
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