La Fiom Cgil ha deciso di non firmare il verbale di esame congiunto relativo alla richiesta di cassa integrazione guadagni ordinaria avanzata dalla Fpt Industrial di Foggia (ex Sofim), sostenendo che “non è garantita la rotazione tra i lavoratori”. Il sindacato osserva che “in fase di avvio della procedura di cassa integrazione l’azienda ha comunicato che la sospensione della attività lavorativa interesserà complessivamente 1.577 lavoratori tra operai ed impiegati”. L’azienda ha, inoltre, riferito che nel periodo interessato dalle sospensioni dell’attività, “potrà essere comandato al lavoro, oltre al personale necessario alle esigenze tecniche, organizzative e di sicurezza degli impianti, il personale necessario ad eventuali esigenze produttive che dovessero manifestarsi”.
La Fiom ha chiesto “di prevedere, anche sulla base della fungibilità dei lavoratori, meccanismi e modalità utili a garantire la rotazione tra le maestranze, ma – spiega il sindacato – la direzione aziendale ha ritenuto non necessario specificare tale istanza nel verbale”. Per la sigla sindacale “è necessario assicurare che a pagare il prezzo del calo produttivo non sia una circoscritta platea di lavoratori e delle loro famiglie. In una fase delicata e complessa come quella in corso, dividere i lavoratori rappresenterebbe un grave errore. Per questa ragione – conclude la nota – la Fiom monitorerà, attraverso i propri delegati in stabilimento, l’andamento gestionale della cassa integrazione”. (Ansa)












