Si ride di cuore e ci si commuove ai comizi di Antonio Decaro, sindaco uscente di Bari, presidente dell’Anci e candidato per il Pd al Parlamento europeo.
Sceglie le parole del capolavoro di Francesco De Gregori, La Storia per chiudere il suo lungo intervento foggiano sul palco di Piazza Giordano attorniato dai sindaci dem di Capitanata, dai due assessori foggiani Emanuele e Amatore, il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, Lia Azzarone presidente del Pd pugliese e Colomba Mongiello.
Lo spirito di Ventotene, la storia europea è stata scritta dai progressisti, secondo Decaro. “E poi la gente (perché è la gente che fa la storia), quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare”.
“Noi siamo la Storia – ha detto Decaro – e saremo la Storia di questo Paese. Con gli occhi aperti, la schiena dritta e a testa alta per rappresentare il Sud in Europa”.
Nel corso del comizio ha parlato di come è cambiata Bari con le amministrazioni del centrosinistra. “Oggi dobbiamo occuparci di gentrificazione, ma prima i turisti chi li aveva mai visti. Servono soluzioni nuove e te le devi inventare. La dimensione delle maglie e delle reti, l’utilizzo o meno dei pesticidi dipendono da direttive europee. Tutto quello che accade nelle nostre comunità dipende dall’Europa. Voglio portare l’esperienza degli amministratori in Europa. Io e Raffaele ci siamo messi la maglietta di blu, ci mancano solo le stellette. Quella bandiera ce la sentiamo più vicina”.
Si ride a crepapelle quando Decaro ricorda i tempi dei bus acquistati a Trieste. 10 bus al prezzo di uno. E Foggia è ancora a quel livello. Per Decaro c’è tanto Pd, non gli emilianisti che lo voteranno con un voto secco. La battuta più esilarante è di Rosario Cusmai. “Decaro è il Maradona della politica. Far votare per lui è come vendere Coca cola”. Sarà goleada?









