Tutto come previsto: Pino Di Carlo è il nuovo presidente della Camera di Commercio Foggia per il quinquennio 2024-2029. Il “parlamentino” lo ha indicato con voto palese – 21 preferenze su 25 -, all’unanimità dei presenti (i rappresentanti di Coldiretti, Cia, Copagri e Confagricoltura hanno lasciato i lavori prima dell’avvio). Definita dunque la successione a Damiano Gelsomino, nonostante la linea polemica delle agricole che, attraverso una lettera letta da Filippo Schiavone prima del Consiglio, hanno palesato il proprio disappunto sulle modalità di scelta della nuova guida dell’Ente. L’edile foggiano, “battezzato” dal presidente di Confindustria Eliseo Zanasi (ha guidato i lavori perché il più anziano dell’assise), ha ripetuto più volte il termine “alleanza”, ritenuto decisivo per favorire lo sviluppo, l’innovazione e per migliorare il rapporto con le istituzioni. “Abbiamo delle grandi individualità sul territorio, ma crescono da sole – ha affermato -, dobbiamo cambiare questa idea di sviluppo e fare in modo che tante persone stiano assieme per crescere col fine di migliorare il benessere collettivo”.
Sui dati economici pessimi della Capitanata, condizionati dagli alti tassi di disoccupazione e dalla mancata attrattività per gli investimenti, risponde: “Questa è un’anomalia per una provincia-regione che ha bellezza e potenziale – commenta – perché è una provincia-regione, con bellezza e potenziale. Ci sono diversi fattori che hanno bloccato lo sviluppo. Alcuni li stiamo superando, a cominciare dal deterrente ambientale principale, la cosiddetta quarta mafia, contrastata efficacemente dal lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Si respira un’aria nuova. Nel solco di quest’aria nuova, noi dobbiamo portare dei contenuti che sono parte di un progetto chiaro per il futuro, capace di consegnare un territorio migliore ai nostri figli”.
Sulle infrastrutture, invece, fa sapere che non ci saranno “battaglie”, a cominciare dall’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia, ma si punterà a realizzare progetti di sviluppo. “L’aeroporto è finalmente partito – ha chiosato -, siamo adesso all’anno zero, il primo anno e mezzo quasi non si può considerare perché lo scalo di fatto è stato chiuso per 20 anni. Oggi i numeri ci stanno dando ragione, per questo bisognerà crescere portando gente sul nostro territorio, sia per il turismo che per l’agricoltura e gli investimenti”.
Infine la replica alle agricole. “Non vorrei nemmeno replicare. È stata presa una decisione che io non condivido, ma che capisco: in democrazia bisogna comprendere anche le posizioni più estreme. Però non la condivido. Il mondo agricolo dice di non sentirsi rappresentato, eppure hanno avuto la presidenza della Camera per due mandati consecutivi di fila, hanno inciso sul rinnovo successivo, ed escono dall’ultimo consiglio con la vicepresidenza. Si tratta evidentemente di una posizione estrema difficilmente comprensibile. Tuttavia – conclude – penso che il dialogo possa permettere di superare queste problematiche nell’interesse esclusivo della crescita della Capitanata”.









