Annino de Finis, Antonio Salandra più altri imprenditori. È una cordata al momento aperta a cui sono chiamati ad aggiungersi altri stakeholders quella che è interessata ad acquistare il Foggia Calcio.
Il tempo stringe, il termine ultimo per l’iscrizione al campionato è fissato, come si sa al 4 giugno. In città non si parla d’altro. Persino in macelleria in una nota catena di supermercati di periferia le massaie chiedono ai dipendenti: “Perché non vi comprate il Foggia?”.
Come dice ufficiosamente l’assessore Mimmo Di Molfetta è inutile fare nomi e dare numeri. A fronte di una presidenza che sembra dover essere assunta dal big dell’ospitalità turistica e dell’edilizia De Finis, la sindaca Episcopo che ha cominciato la sua interlocuzione con Canonico, ha chiamato molte personalità ad aggiungersi. Come soci o sponsor. Da Tullio Capobianco a Matteo La Torre, passando per Giacomo Mescia.
Serve riservatezza, secondo l’amministratore: “Sono trattative importanti”, si limita a dire. Il rischio è sempre che la tifoseria pressi troppo questo o quell’imprenditore. 2,4 milioni è la debitoria cristallizzata al 31 di marzo, più i 505mila euro dell’iscrizione. Sono 3 milioni di euro la base da cui partire per sanare la società.
“Non esiste una società di calcio che non abbia debiti, il Pescara ne ha 19 milioni, la Salernitana 12. Noi dobbiamo guardare di questo momento al positivo. Il Foggia non ha nessun punto di penalità ha pagato sempre le iscrizioni per tempo, ha pagato i dipendenti”, conclude Di Molfetta.













