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Home - Provincia dà l’ok a impianto per il trattamento dei fanghi ad Apricena, è polemica: “Non lo vogliamo”

Provincia dà l’ok a impianto per il trattamento dei fanghi ad Apricena, è polemica: “Non lo vogliamo”

Il sindaco Potenza insiste: "Non sarà realizzato mai". Le opposizioni: "Ci sono due pareri favorevoli del Comune"

Di Redazione
13 Febbraio 2024
in Ambiente, Gargano
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È polemica sull’impianto per il trattamento di fanghi biologici (depurazione di acque reflue urbane e industriali) ad Apricena, dopo l’ok della Provincia di Foggia all’impianto che potrà trattare fino a 70mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi l’anno, come previsto dal progetto della società Tulipano srl di Massimo Mazzei. Il Comune, come si evince dagli atti di Palazzo Dogana, ha dato parere favorevole (urbanistico e ambientale), nonostante la contrarietà politica al progetto delle delibere 48 del 24 febbraio 2022 della Giunta e 11 del 14 marzo 2022 del Consiglio comunale. In diverse circostanze, il sindaco Antonio Potenza ha dichiarato che in città “non sarebbe mai stato realizzato l’impianto”.

“Ad Apricena – ha replicato oggi sui social – mai e poi mai sarà realizzato un impianto di trattamento di fanghi biologici. Lo abbiano dichiarato già anni fa, in giunta e in consiglio comunale la nostra contrarietà totale, a questo tipo di iniziativa. Riguardo alle attività amministrative messe in atto da altri enti pubblici, per esempio dalla Provincia, non cambiano di un millimetro la posizione della nostra amministrazione comunale. Il territorio lo governiamo noi, questa iniziativa non sarà mai realizzata e se necessario metteremo in atto attività amministrative per scongiurarlo, già dalla prossima seduta di giunta, qualora non fosse chiaro il concetto”. Contrario anche il parere del comitato di Via della Provincia, non convinto dall’assenza di un “impatto ambientale sul territorio”.

Il progetto

L’impianto, nel suo complesso, sarà costituito da diverse unità: stazione di pesatura; fabbricato di lavorazione; area uffici e servizi igienici; serbatoi di stoccaggio acido solforico e relativi bacini di contenimento; sili di stoccaggio e dosaggio ossido di calce; presidi ambientali, impianto di captazione e trattamento dell’aria; reti tecnologiche ed infrastrutture di servizio (reti di fognatura, serbatoi e vasca di raccolta percolati, vasca di raccolta acque di prima pioggia, impianto elettrico, illuminazione e forza motrice, etc.). Il fabbricato di lavorazione sarà composto a sua volta dai seguenti comparti: area di scarico e messa in riserva; area di lavorazione; area di stoccaggio fanghi, dove potranno essere trattate circa 270 tonnellate al giorno considerando un’operatività dell’impianto di 260 giorni l’anno L’ubicazione è in un’area di circa 21.680 metri quadrati, situata nella zona industriale di Apricena a circa 1,5 km in direzione sud-ovest rispetto alla città.

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Tra le “prescrizioni”, è stato stabilito che dovrà essere “predisposto un piano di spandimento in agricoltura dettagliato sia per quanto riguarda la localizzazione che il periodo di spandimento”. “I luoghi di spandimento in agricoltura dovranno essere indicati e scelti in base alle caratteristiche chimiche e geolitologiche del terreno ed alla loro idoneità, in termini di permeabilità, a tale trattamento, anche in considerazione delle caratteristiche pluviometriche dell’area”. Inoltre, l’impianto “dovrà prevedere un’area per eventuale ‘quarantena’ dedicata a carichi in attesa di ulteriori accertamenti analitici o che non hanno superato la verifica degli standard qualitativi sia in ingresso che in uscita”. “Sia ricalcolato lo stoccaggio puntuale del prodotto in uscita considerando che i cumuli relativi allo stesso non dovranno superare l’altezza massima di 3 metri e dovrà essere ricalcolato anche in funzione dei box da destinare alla messa in quarantena del prodotto non conforme”. E ancora: “La produzione di ‘gessi di defecazione da fanghi di depurazione’ dovrà essere conforme al D.M. n.75/2010 e smi. prevedendo un’attenta attività di etichettatura”. Inoltre, l’azienda dovrà dimostrare  “che i gessi di defecazione contengano quantità minime di metalli al fine di evitare la contaminazione del terreno e delle colture”. Infine, è stato richiesto un “piano di monitoraggio continuo delle emissioni odorigene nelle vicinanze dell’impianto e nei pressi del centro abitato, considerando fabbricati pubblici e privati, al fine di evitare superamenti dei limiti di legge. Il primo dei nasi elettronici dovrà essere posizionato all’ingresso dell’impianto mentre i restanti dovranno essere posizionati secondo curve iso-odore che rispettino le distanze pari a 100 m, 300 m, 700 m e 1000 m, avuto riguardo altresì alla direzione dei venti predominanti nella zona climatica. I risultati di tale monitoraggio dovranno essere trasmessi, con cadenza trimestrale, alla A. C. che dovrà provvedere a determinare le idonee conseguenze sanzionatorie in caso di superamento dei valori soglia”.
La battaglia delle opposizioni

È battaglia aperta delle opposizioni contro il sindaco uscente Potenza, che si ripresenterà – per la quarta volta – alle prossime amministrative di giugno. “L’impianto potrà trattare i fanghi di mezza Puglia – dichiarano i componenti del gruppo ‘Apricena Città Libera’ -, per di più alle porte della nostra città, visto che sarà collocato a meno di mille metri in linea d’aria dal centro abitato. Questo significa inondare la città dei cattivi odori che si genereranno dal funzionamento dell’impianto, rendendo irrespirabile l’aria. Per questo votammo contro il provvedimento in Consiglio comunale. Anche la Giunta ha deliberato, ma il sindaco non ha dato seguito a quel provvedimento, al punto che siamo arrivati all’autorizzazione della Provincia. Che fine ha fatto il grande ecologista Antonio Potenza? Si ricandida a sindaco di questa città lasciando passare nel silenzio più assordante un simile scempio? L’ecologismo non gli serve più ai fini elettorali?”.

Poi aggiungono: “Il Comune di Apricena ha rilasciato il parere favorevole alla realizzazione dell’impianto. Le delibere di Giunta servono a poco, perché solo il Consiglio comunale è deputato ad esprimersi in tema urbanistico. Il sindaco la smetta di fare propaganda su questo. Pertanto bando alle chiacchiere e voti in Consiglio comunale parere contrario alla variante urbanistica, visto che parte del progetto ricade il zona agricola. Poi una domanda: ci si può fidare di un sindaco che aveva promesso di tenere aggiornati i consiglieri comunali su tutto l’iter e, invece, non ha detto nulla su ben due pareri positivi all’impianto da parte del comune di Apricena? Visto che il sindaco la pensa come noi sull’argomento – concludono -, lo invitiamo a fare insieme a noi gli interessi della comunità: si porti immediatamente in Consiglio comunale l’argomento e si chiuda definitivamente la storia. Vogliamo vivere serenamente la campagna elettorale, senza questo macigno sospeso sulla testa degli apricenesi”.

Tags: Apricenaimpianto fanghiPugliarifiutiTulipano srl
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