Guai per il sociologo e scrittore Leonardo Palmisano, spesso di casa a Foggia, ospite di incontri e convegni sulla legalità e la lotta alle mafie. Palmisano risulta indagato per concussione, avrebbe fatto pressioni per l’acquisto dei suoi libri e per l’affidamento di un servizio biblioteca.
Il suo nome è emerso in un filone investigativo riguardante un’operazione nel Comune di Erchie nel Brindisino dove il sindaco è finito ai domiciliari per una storia di incarichi e assunzioni.
Palmisano – lo riporta Repubblica Bari – condivide l’accusa di concussione con l’assessora ai servizi sociali, Melechì. Riflettori degli inquirenti su alcune condotte legate all’operato di Palmisano in qualità di rappresentante della cooperativa editoriale “Radici Future” dalla quale – evidenzia la testata barese – il Comune aveva acquistato diversi libri per incrementare il patrimonio della biblioteca cittadina. Stando all’impianto accusatorio sarebbe avvenuto indebitamente e con pressioni illecite.
Palmisano avrebbe indicato all’assessora i libri che il Comune avrebbe dovuto acquistare con i fondi statali: oltre 4mila euro per volumi totalmente prodotti dalla casa editrice connessa alla cooperativa, a sua volta già concessionaria del servizio di gestione della biblioteca di Erchie. In più, altri volumi dalla libreria Kublai, sita a Lucera e di proprietà di Marco Esposito, già consigliere della “Radici Future”.
A quel punto – riporta sempre Repubblica Bari -, l’assessora avrebbe consegnato l’elenco dei libri alla dirigente costringendola a sottoscrivere la determinazione con cui venivano approvati i preventivi di spesa, sfruttando – a parere degli inquirenti – il clima vessatorio tipico della sede comunale guidata dal sindaco Pasquale Nicolì, anch’egli dimissionario e attualmente ai domiciliari.
Clima che, secondo le ricostruzioni, avrebbe favorito anche l’affidamento della gestione della biblioteca comunale alla stessa “Radici Future” avvenuta dietro minaccia di demansionamento della segretaria comunale. E con utilità consistenti nell’importo di 12.300 euro e nel ritorno di immagine. Tutte accuse da verificare.
Repubblica ha infine riportato una breve dichiarazione dell’avvocata Vigilante, legale di Palmisano. “Chiarirà ogni aspetto della vicenda nelle sedi opportune. È evidente che l’indagine non impedirà a Leonardo Palmisano di proseguire nel suo impegno giornaliero e civico per denunciare e contrastare la criminalità organizzata per favorire il percorso di crescita nella legalità delle generazioni future”.










