È per il 70 per cento un Consiglio comunale foggiano rinnovato e ringiovanito quello che esce dalle urne del 22 e 23 ottobre che hanno tributato la vittoria al primo turno della candidata sindaca del campo largo progressista, Maria Aida Episcopo. Si chiude a favore del Pd la sfida tutta interna al campo largo, con i dem che hanno conquistato 9153 voti (con 10.834 preferenze) pari al 13,66% contro i pentastellati e i loro 8251 consensi pari al 12,32% (8597 preferenze).
È il segretario cittadino del Pd, Davide Emanuele, il più suffragato della città, l’unico eletto che supera quota mille (1013 voti) e che tra i primi degli eletti si candida idealmente insieme ai decani Pasquale Dell’Aquila e Paolo Frattulino e ai giovanissimi Mario Cagiano e Alice Amatore, per la presidenza del Consiglio. Quest’ultima è una sorpresa, nonostante l’ampio sostegno della mozione Schlein e del suo mentore Peppino D’Urso con il suo secondo piazzamento: Amatore risulta vincente tra le donne forti del Pd, Lia Azzarone con 882 voti eletta, e Annarita Palmieri, che si piazza incredibilmente tra i primi dei non eletti dem con 687 preferenze, prima di Italo Pontone, fermo a 611 voti. Contro il medico e primario del Don Uva, che sembrava veleggiare verso la prima posizione si sarebbe creato un vero e proprio fuoco di fila, sia dentro il suo accampamento sia soprattutto fuori.
Eletto con scioltezza anche l’ingegnere e vigile del fuoco Francesco De Vito insieme a Dell’Aquila. Riconfermato dunque per intero il gruppo dem che ha visto lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose. Non ce la fa neppure questa volta, nonostante il supporto di ampli strati del partito, Gianluca Ruotolo, al decimo posto con 576 voti.
È una pattuglia a 5 quella dei pentastellati che insieme a Mario Dal Maso, fortemente previsto al primo posto, anche in virtù del sostegno dell’ex capogruppo Giuseppe Fatigato, elegge un bel po’ di giovani: Lucia Aprile, vera sorpresa e unica donna del consiglio capace di fare più abbinamenti con gli uomini, Francesco Strippoli e Cisky alias Francesco Salemme. Tra gli eletti anche Giovanni Quarato che da ingegnere è un papabile assessore all’Urbanistica e alla Rigenerazione Urbana, sebbene qualcuno gli potrebbe preferire la collega Maria Rosaria De Santis ferma nel Pd a 270 consensi.
Con 6783 preferenze, ma meno voti totali di Con, elegge 3 e non 4 consiglieri Azione Tempi Nuovi, lista dominata dall’ex maggiore Paolo Frattulino, eletto con ben 846 voti e seguito da Antonello Di Paola e il socialista Mino Di Chiara. Per soli 170 voti resta a casa, per ora, la dottoressa Carmen Russo, figlia dell’ex assessore Pasquale, con 586 voti. Quinto Pino Lonigro, solo decimo, dopo la segretaria cittadina di Azione Daniela Patano, Lorenzo Frattarolo con poco più di 250 voti, che però potrebbe essere ripescato in Giunta o nel sottogoverno come Fabrizio Cangelli in virtù del simbolo (Italia Viva per il primo e i Verdi per il secondo).
Avranno 4 consiglieri gli emilianisti di Con, dove la doppia preferenza è stata poco o per nulla praticata. Tutti uomini gli eletti: Achille Capozzi, Pasquale Ciruolo ex sindaco di Panni, Giulio De Santis fratello dell’ex consigliere Leo e Antonio Pio Mancini. Al di sotto delle attese il risultato dell’ex preside Gabriella Grilli, mentre Roberta Apicella, pasionaria del quartiere ferrovia, si ferma a 182 consensi.
Deludente il risultato di Riscossa Civile con Luigi Iorio, non eletto e della Comunità Politica di Luciano Beneduce. Entrambi potrebbero essere ripescati nel governo. Eleggono il consigliere i Popolari e i Meridionalisti, con Pasquale Cataneo.
La squadra di governo
Si apre ora tutta la trattativa per la Giunta. In questi giorni si parlava di un esecutivo già quasi formato da Maria Aida Episcopo con soli tecnici esperti della materia da andare ad occupare, ma più di un eletto fa sapere che deve essere la politica a guidare i processi.
Avrebbe già rifiutato il ruolo di assessore tecnico l’ingegner Pippo Cavaliere. Si aggirerebbe, invece, tra i contiani insieme a Fabio Romano super amico di Mario Furore, Massimo Russo che potrebbe essere il prossimo assessore alle Partecipate e al Bilancio. La vicesindacatura dovrebbe spettare al Pd, papabile Lia Azzarone.
Il crollo del centrodestra
È un crollo generale quello subito dal centrodestra di Raffaele Di Mauro che dopo i trionfi di Franco Landella e delle sue civiche deve ricostruire i pezzi dall’opposizione con molta meno classe dirigente di quella a cui si era abituati.
È molto al di sotto dei pronostici il risultato dei Fratelli d’Italia che sulla carta eleggono 3 consiglieri, ma che sono in attesa dal conteggio dei resti di un possibile quarto eletto, Salvatore De Martino, il cui seggio balla e potrebbe sottrarlo ad una lista a caso delle opposizioni.
Tra i meloniani sono tanti i delusi, il partito non ha saputo imporsi nel suo ruolo di traino. Uno scarso 11,30% contro le percentuali importanti a livello nazionale di Giorgia Meloni. Sorprende il risultato di Maurizio Accettulli (851 voti), la cui campagna era cominciata molto prima dell’indicazione del candidato sindaco.
Al secondo posto Concetta Soragnese, con ben 786 voti, che per qualche giorno era stata anche sul tavolo della coalizione come possibile candidata sindaca. Chi l’ha sostenuta, a cominciare dall’ex assessore Enrico Santaniello, è convinto che avrebbe fatto meglio dell’azzurro Di Mauro, giocandosi il doppio turno.
Riesce nell’impresa di battere i tanti competitor Claudio Amorese, che supera Valerio Vinelli e Gianni Di Lauro, molto più appoggiati nel partito rispetto a lui. Perde anche il candidato di Giannicola De Leonardis, Gianni Perdonò. Con 407 voti, insufficienti per essere eletta ma comunque tanti si impone l’avvocata Valentina Cerisano.
La lista che appariva fortissima era invece abbastanza sgonfia se si considera che ben 13 candidati sono sotto i 50 voti. Lotta al momento per un posto in aula Salvatore De Martino, che ha chiesto di ricontare i voti ai danni di Pasquale Rignanese di Forza Italia.
Non va meglio appunto per Forza Italia che elegge al momento due consiglieri, Gino Fusco e Rignanese. Resta fuori per la seconda volta dopo il 2019 in alleanza col centrosinistra Mimmo Verile con 416 voti. Solo terzo Paolino La Torre.
Sono 2785 voti pari al 3,84 quelli di Prima Foggia, la lista ispirata dalla Lega, dove ha la meglio l’unico eletto Franco Nunziante, dirigente dei tributi appoggiato da Raimondo Ursitti. Debole anche la civica di Di Mauro ferma al 3,96% che elegge solo Marco Pellegrino.
Dell’exploit di Nunzio Angiola si è già detto, Antonio De Sabato non ha fallito l’elezione in consiglio, mentre è assai cocente la delusione di Giuseppe Mainiero che alcuni quotavano anche sopra Di Mauro. Per lui si apre una nuova consiliatura da strenuo oppositore. (In foto, Emanuele, Dal Maso, Cagiano, Amatore e Accettulli; sopra, Episcopo, Soragnese, Frattulino e Fusco)
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