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Home - Estorsioni, usura ed armi: 6 arresti nella Bat. Nei guai un avvocato: “consegnò” le vittime al clan Pesce

Estorsioni, usura ed armi: 6 arresti nella Bat. Nei guai un avvocato: “consegnò” le vittime al clan Pesce

Di Redazione
18 Ottobre 2023
in Bat, Cronaca
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Il Servizio Centrale Operativo – Sezione Investigativa di Bari e le squadre mobili di Barletta Andria Trani e Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari, emessa dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di 6 persone, verso le quali vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), a vario titolo ed in concorso, per i reati di estorsione – nella forma consumata e tentata – ed usura, aggravati dal metodo mafioso, nonché detenzione illegale e porto in luogo pubblico di pistola.

Tra i destinatari dell’ordinanza figurano persone ritenute elementi di vertice del clan Pesce-Pistillo di Andria nei confronti dei quali questa Direzione Distrettuale Antimafia, lo scorso 29 settembre, aveva già disposto il fermo d’indiziato di delitto in considerazione dell’escalation di violenza registrata dagli inquirenti, tale di richiedere l’adozione di urgenti provvedimenti cautelari in ragione del gravissimo pericolo di protrazione delle condotte illecite, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari ed il pericolo di fuga.

Tra gli indagati colpiti dall’odierno provvedimento, agli arresti domiciliari è finito un avvocato, cui le vittime di usura, si sarebbero rivolte per ottenere aiuto. Il professionista, secondo l’impostazione accusatoria, incurante della conseguenza delle sue condotte, anziché adire le vie legali, avrebbe deciso di mettere in contatto le vittime con esponenti della locale criminalità i quali, dopo aver assunto la titolarità del credito, avrebbero attuato una serie di reiterate condotte estorsive con l’impiego del metodo mafioso.

L’avvocato, perfettamente consapevole del calibro criminale di alcuni arrestati, avrebbe favorito un incontro tra le vittime ad alcuni indagati, convocando questi ultimi presso il suo studio, proprio per concordare i tempi della restituzione delle somme dovute.
In tale occasione sarebbe stata pattuita una dilazione del pagamento della somma di 23mila euro che, dopo soli venti giorni, sarebbero divenuti 40mila.
Nell’occasione il professionista, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, avrebbe fornito un contributo agevolatore alla consumazione del reato favorendo, con le sue affermazioni, la definizione dell’accordo divenuto estorsivo, attribuendosene addirittura i meriti ed affermando di aver “chiuso l’operazione”, in tal modo contribuendo alla pressione psicologica nei confronti della vittima,
La dazione di questo prestito è stata seguita da un’impennata di violenza da parte degli indagati, tra cui congiunti del clan Pesce che avrebbero preteso ed ottenuto – passando anche alle vie di fatto – il capitale iniziale e un’ulteriore somma di decine di migliaia di euro richiesta senza alcun titolo anche dai familiari delle vittime.

“Attualmente gli indagati, nei confronti dei quali vale la presunzione di non colpevolezza, sono detenuti, a disposizione dell’autorità giudiziaria – evidenzia una nota stampa della polizia -. È importante precisare che gli accertamenti investigativi sono nella fase delle indagini preliminari, in attesa di essere sottoposti al vaglio giurisdizionale durante il processo, nel contraddittorio con la difesa”.

Tags: Bat
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