Questa mattina si è celebrata l’udienza preliminare davanti al gup Sicuranza (pm Lapalorcia) del processo sulla morte di Camilla Di Pumpo, la 25enne avvocata foggiana deceduta in seguito ad un incidente stradale il 26 gennaio 2022.
Michele Sodrio, difensore del principale imputato Francesco Cannone, 22enne di Carapelle, ha chiesto il giudizio abbreviato: “Ammesso dal giudice che non poteva fare altrimenti – evidenzia Sodrio -. Per il padre di Cannone e per gli altri due imputati, amici di Francesco che erano con lui in auto al momento dell’incidente, siamo andati a dibattimento”.
Il legale fa sapere che “nei giorni scorsi avevo già depositato in atti una relazione scritta del nostro consulente ingegnere Cuomo, dalla quale risulta quanto segue (in via riassuntiva): “In generale, effettuando questa unica modifica nel modello di calcolo del CTPM si perviene ad una velocità di marcia dell’Audi stimabile tra 66 e 73 km/h cui corrisponde, impiegando il software di simulazione Pc Crash, una velocità di percorrenza della Fiat Panda nell’ordine di 35 km/h. Ciò implica, senza timore di smentita, una base oggettiva di partenza in cui vi è un profilo di colpa concorsuale dei due guidatori. Lo studio del caso, però, ha fatto emergere la presenza di ulteriori elementi determinanti nella causazione del sinistro i quali, soprattutto, si sono rivelati determinanti nella generazione delle lesioni che hanno portato al decesso della conducente”.
Secondo le tesi difensive “ci si riferisce, in particolare, ai seguenti tre elementi: mancato utilizzo della cintura di sicurezza da parte della vittima; sosta irregolare della Toyota Aygo contro la quale l’autovettura Panda ha impattato dopo la prima collisione con la Audi; presenza di stalli di sosta in linea non conformi all’interno della intersezione a raso”.
Il pm d’udienza Lapalorcia ha chiesto termine “per approfondire con ulteriori indagini i temi posti dalla difesa”, termine concesso dal giudice nella misura di 2 mesi, entro i quali dovranno essere svolte queste indagini suppletive. “Insisteremo con la Procura, affinché siano accertate le sicure responsabilità del dirigente comunale che firmò la delibera di installazione dei parcheggi ad 1 metro dall’incrocio e sul conducente della Toyota Aigo, che era parcheggiata in totale divieto di sosta. Circostanze che hanno avuto un effetto determinante sul decesso di Camilla Di Pumpo. Ammesso che via sia stata colpa da parte di Francesco Cannone, se il parcheggio fosse stato ad una distanza regolare, prevista dal codice della strada, e la Toyota non fosse stata lasciata in una posizione assurda, oggi Camilla Di Pumpo sarebbe viva. Queste circostanze non si devono e non si possono trascurare”. Per la discussione delle parti nel giudizio abbreviato siamo andati al 18-12-2023 ore 12, quello stesso giorno il gup deciderà anche sul rinvio a giudizio degli altri 3 imputati.
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