“Io credo che chi si allontana dal pizzo sia persona perbene. Chi paga il pizzo, invece, o ha dei ritorni o ha un tornaconto personale. Si dovrebbe ripristinare la responsabilità di favoreggiatore della mafia nei confronti di chi paga il pizzo e soprattutto si dovrebbe sburocratizzare la vita dei testimoni di giustizia”. Lo ha detto Lazzaro D’Auria, imprenditore e vicepresidente dell’associazione antiracket di Foggia, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie. D’Auria è stato vittima negli anni passati di diverse intimidazione dopo aver denunciato i suoi estorsori e ora vive sotto scorta. Per D’Auria, “la mafia foggiana riesce a tirar fuori dagli agricoltori di Capitanata venti milioni di euro l’anno. Abbiamo una viabilità agricola tremenda, le auto delle forze dell’ordine non possono percorrere le strade di campagna perché resterebbero incastrate”.
“Chiediamo una maggiore attenzione sotto l’aspetto dell’attività investigativa sul territorio. Come imprenditrice cerco di portare avanti la trasparenza”. Così Vittoria Vescera, imprenditrice turistica di Vieste e vicepresidente nazionale della Federazione antiracket italiana (Fai), nel corso dell’audizione con la Commissione parlamentare. “Chiediamo la possibilità di avere un commissariato di polizia sulla cittadina di Vieste”, ha concluso Vescera. (Ansa). – in foto, Vescera e D’Auria; sullo sfondo, Vieste
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