Arturo Santoro, presidente del Consiglio comunale delle Isole Tremiti e delegato ai Rapporti con il Parco Nazionale del Gargano, invita il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, a rimuovere e commissariare i vertici del Parco Nazionale del Gargano per palese disinteresse alle esigenze ed alle necessità delle Isole Tremiti. Lo ha riportato in una lettera.
Ecc.mo Signor Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Prof. Gilberto Pichetto Fratin,
Mi scusi se approfitto del suo tempo istituzionale ma sono costretto a rappresentarLe la situazione incresciosa ormai dilagante sul meraviglioso Arcipelago delle Isole Tremiti, le uniche nel Mare Adriatico.
Come è a conoscenza, le Isole Tremiti sono inglobate in una Area Marina Protetta e sono gestite dal Parco Nazionale del Gargano.
Ricordo che la Riserva Naturale Marina delle Isole Tremiti fu istituita con decreto del Ministero dell’Ambiente in data 14 luglio 1989 e mirò a proteggere l’ambiente, tutelare e valorizzare le risorse biologiche ed il ripopolamento ittico della zona, promuovere lo sviluppo socio – economico compatibilmente alla rilevanza naturalistico – paesaggistica dell’arcipelago e privilegiare le attività tradizionali locali presenti.
Questo l’articolo 3 del decreto del ministero dell’ambiente datato 14 luglio 1989 disciplinante il perseguimento delle seguenti finalità.
La protezione ambientale dell’area marina interessata; la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e il ripopolamento ittico della zona; la diffusione della conoscenza della biologia, degli ambienti marini e delle peculiari caratteristiche geologiche e geomorfologiche della zona; l’effettuazione di programmi di carattere divulgativo-educativo per il miglioramento della cultura generale nel campo della biologia e della ecologia marina; l’effettuazione di programmi di ricerca scientifica nei settori della biologia marina e della tutela ambientale; la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza naturalistico-paesaggistica dell’arcipelago, anche privilegiando attività tradizionali locali già presenti.
Nell’ambito dell’azione di promozione di sviluppo compatibile, per le attività relative alla canalizzazione dei flussi turistici e di visite guidate, la determinazione della disciplina relativa dovrà prevedere specifiche facilitazioni per i mezzi di trasporto collettivo gestiti direttamente da cittadini residenti nel comune.
La istituzione dell’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti nacque, dunque, per finalità effettivamente onorevoli.
Lamentiamo, purtroppo, con estremo dispiacere, l’annosa insensibilità delle Figure Istituzionali agli interessi della Comunità Tremitese e l’assenza di una severa ed oculata gestione del territorio ad opera del Parco Nazionale del Gargano presente talvolta solo per minimi interventi di interesse assolutamente irrilevante.
I danni fisici ed economici dell’Arcipelago sono sotto gli occhi di tutti, riduzione drastica di turisti, coste alla mercè di chiunque, assalti senza regole di migliaia di imbarcazioni, riduzione drastica del benessere dei residenti e degli operatori turistici in loco.
L’Arcipelago, tra l’altro, è preda costante e martellante di numerose e sofisticate tonnare pronte a svuotare ogni anno il mare dalla fauna ittica presente appena il pesce azzurro fa capolino negli specchi d’acqua circondanti le coste.
Insomma, sull’Arcipelago delle Isole Tremiti tutto appare possibile ed attuabile e l’unico scopo dell’Area Marina Protetta appare ormai essere solo la nobilitazione di alcune figure istituzionali che tutto fanno fuorchè gli interessi reali per cui furono scelti ed eletti.
Chiedo, dunque, la massima attenzione istituzionale alle lamentele illustrate che mi costringono, addirittura, a sollecitare la rimozione dei vertici del Parco Nazionale del Gargano ed il loro commissariamento.
L’alternativa sarà boicottare le Istituzioni Superiori, promuovere ogni sforzo possibile ed immaginabile per riprendere la nostra autonomia, operare le opportune azioni legali e popolari del caso, sciogliere il cappio economico e culturale cui i residenti delle Isole Tremiti appaiono essere destinati.













