Dal piano di accoglienza alla freddezza di Manfredonia. Il vescovo Franco Moscone è entrato a gamba tesa sulla triste vicenda della morte dei due fratellini romeni annegati in un vascone nelle campagne manfredoniane. Ieri, il vescovo della Diocesi che comprende anche San Giovanni Rotondo e Vieste, ha celebrato le esequie dei bambini soffermandosi innanzitutto sul dolore della famiglia. “Un dolore troppo forte – ha detto -. I parenti dei piccoli non possono tornare a vivere in quel podere. Le istituzioni trovino per questa famiglia una nuova abitazione”.

Moscone ha lanciato un appello affinché si trovi anche un lavoro ai familiari. Poi ha evidenziato la scarsa partecipazione della cittadinanza ai funerali. La Cattedrale di Manfredonia, infatti, era mezza vuota, riempita in buona parte dai membri del Consiglio comunale. “Evidentemente Manfredonia ha tante ferite da guarire“.
Il vescovo ha inoltre sottolineato la necessità di un “piano serio di accoglienza dei migranti, che permetta a fratelli e sorelle di usufruire di case sicure, servizi sociali appropriati ed ambienti comuni per rendere la loro vita dignitosa e degna. Ancor più per i bambini, loro figli, che molto spesso sono lasciati soli per molte ore per questioni lavorative dei genitori o per ricerca di elemosine e viveri”.

La cerimonia funebre, che ha visto il rito cattolico e nella parte finale quello ortodosso, è iniziata con un po’ di ritardo rispetto all’orario prestabilito delle 16, per un malore della mamma dei bambini, che, in chiesa, era sorretta dai familiari, tra cui il marito e padre dei piccoli, anche lui sconvolto dal dolore. Si è reso necessario l’intervento dei sanitari del 118, che si sono presi cura della donna. La famiglia ha altri due figli, una bimba di otto anni ed un neonato di quasi due mesi. Tra le autorità, il sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, il parlamentare Giandiego Gatta e il questore Ferdinando Rossi.










