Nuovo avamposto contro la “quarta mafia” che da decenni tiene sotto scacco la provincia di Foggia. Presto, infatti, i magistrati della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Bari che da tempo contrastano i clan, saranno ospitati, se necessario, in alcuni locali dell’ex scuola di polizia, “Caserma Miale” di piazza Italia a Foggia, in futuro anche polo universitario. Una decisione soprattutto logistica vista la presenza costante dei togati nel capoluogo dauno dove seguono numerosi procedimenti contro la criminalità organizzata foggiana, garganica, sanseverese e cerignolana.
La Dda di Bari, che ha competenze anche sulla Bat, ha confermato la notizia in occasione della presentazione del bilancio sociale 2020-2022 a cui hanno partecipato il procuratore Roberto Rossi e gli aggiunti Ciro Angelillis, Francesco Giannella, Giuseppe Maralfa e Alessio Coccioli. “Verranno messi a disposizione dei locali nella ex caserma della scuola di polizia – ha spiegato, riporta l’Ansa, Francesco Giannella, coordinatore della Dda – che potranno essere utilizzati dai sostituti procuratori a seconda delle evenienze. Questi uffici sorgeranno a fianco a quelli della Dia (Direzione investigativa antimafia)”.
Tra il 2020 e il 2022 sono state chieste 249 ordinanze cautelari nei confronti di 2.015 persone, la maggior parte delle quali sono poi state confermate nel merito. Nelle competenze della Dda rientra anche il terrorismo, settore nel quale, oltre ai risultati interni (arresti nel Barese e nella Bat di italiani e stranieri ritenuti appartenenti a organizzazioni terroristiche o loro finanziatori) sono stati raggiunti anche importanti obiettivi internazionali: “L’attività internazionale della Dda è uno dei nostri fiori all’occhiello – ha detto ancora Giannella -, e la nostra partecipazione a squadre investigative comuni, sotto il coordinamento di Eurojust, ha consentito la creazione di rapporti stabili con i colleghi di altri paesi”. In particolare, la Procura nazionale antiterrorismo della Francia ha inviato a Bari una lettera di ringraziamento per l’aiuto dato nelle indagini sull’attentato di Nizza dell’ottobre 2020 (uno degli attentatori transitò dalla Puglia), e proprio Eurojust – nel rapporto di marzo 2020 – ha indicato le indagini fatte tra Bari e l’Albania come esempio di cooperazione investigativa internazionale. (In foto, Rossi e Giannella; sullo sfondo, l’ex scuola di polizia oggi sede della Dia)
Seguici anche su Instagram – Clicca qui











