I figli di Giuseppe Ciociola, tramite il legale di fiducia, l’avvocato Francesco Le Noci, nell’apprendere la notizia dell’avvenuto arresto del presunto omicida del padre, il 46enne di Trinitapoli Giuseppe Rendina, intendono esprimere “massima gratitudine e sincero ringraziamento nei confronti delle forze dell’ordine e della Procura di Foggia, i quali con un lavoro paziente e silenzioso sono riusciti a fare luce su tale orrenda vicenda”.
La vicenda sconvolge per la brutalità: “Una sola mano che si sarebbe macchiata dell’omicidio di tre diverse persone, è una notizia che desta sofferenza e immensa angoscia – dichiarano ancora i figli di Ciociola -. Infine, gli stessi, abbracciano i familiari dei signori Cirillo (padre e figlio cerignolani, ndr), anch’essi presunte vittime del signor Giuseppe Rendina, accomunati dallo stesso intimo dolore”.
Stando ad una nota divulgata da Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, il killer già reo confesso del duplice omicidio dei cerignolani Cirillo, padre e figlio, avrebbe colpito Ciociola con un colpo di pistola alla nuca mentre l’agricoltore era chinato sul banco di lavoro. Poi avrebbe coperto la vittima con dei teli.
Grazie proprio alle delicate e dettagliate indagini eseguite dagli inquirenti, a circa un anno dall’accaduto, i militari dell’Arma e della Guardia di Finanza, diretti dalla Procura della Repubblica di Foggia, sono riusciti non solo ad identificare il presunto autore materiale dell’azione delittuosa che aveva scosso un’intera comunità per la relativa crudeltà, ma a ricostruire tutte le fasi dell’accaduto e persino ad individuare il probabile movente di natura economica posto alla base del gesto criminoso.
In particolare, i circostanziati riscontri investigativi delegati al G.I.C.O. della Guardia di Finanza avrebbero fatto emergere che nel 2021, l’uomo deceduto sarebbe risultato beneficiario di contributi pubblici – destinati alle aziende in difficoltà a seguito della pandemia Covid 19 – nonché di ulteriori somme derivanti da agevolazioni fiscali, per un totale di circa 500.000 euro; la persona attinta da misura cautelare personale, quindi, avrebbe ricevuto dalla vittima un prestito, pari a circa 60.000 euro, da impiegare in un’attività di ristorazione; a seguito delle pressanti richieste di restituzione della somma prestata, il presunto omicida – nell’impossibilità di farvi fronte – si sarebbe, dunque, determinato ad assassinare il suo finanziatore. (In foto, Rendina, Ciociola e i due Cirillo; sullo sfondo, il luogo dell’omicidio dei due cerignolani)












