All’indomani dell’interdittiva antimafia che ha colpito la cooperativa “Tre Fiammelle” di Foggia abbiamo intervistato l’imprenditore Michele D’Alba. “Sono tranquillo, sto bene, anche perchè mi sento innocente non avendo commesso niente e dimostrerò che la mia azienda non è infiltrata dalla mafia. Una cosa è certa: subisco attentati dal 1990, tutti denunciati in Questura. Ho subito diversi agguati e, nel 1992, 40 giorni prima di Panunzio, hanno tentato di uccidermi. La stampa dell’epoca dedicò a questo episodio solo un trafiletto”.
D’Alba rivendica quanto fatto negli ultimi anni: “Ho sempre denunciato, ma non ho mai avuto la scorta se non quella di mio padre. Grazie alle mie denunce a Foggia si è iniziato a parlare di mafia. Una mia denuncia ha messo la polizia sulle tracce di due mafiosi che sono stati poi arrestati in ‘Decima Azione’. Io la mafia la schifo, è la rovina di questo territorio dove le aziende non investono perché hanno paura”.
L’imprenditore ha respinto le accuse anche sul “caso Landella” citato nell’interdittiva che lo chiama in causa per un incontro con Iaccarino e Capotosto. “Purtroppo l’interdittiva non riporta la vicenda integralmente. Ma io ho la registrazione completa. In realtà ho quasi aggredito i due”. Ora D’Alba dovrà difendersi. Come? “Faremo subito ricorso al Tar. Sono fiducioso nella magistratura. La cooperativa che garantisce lavoro a 200 dipendenti deve continuare a vivere. Se il problema è Michele D’Alba sono pronto a farmi da parte. Anzi, avevo già fatto un passo indietro. L’azienda ha investito nel territorio e dà lavoro a tanti foggiani. L’alternativa è consegnare tutti gli appalti alle multinazionali”.
«Con riferimento all’articolo pubblicato sulla predetta pagina web, si informa che, a seguito del controllo giudiziario disposto dal Tribunale Ordinario di Bari con Decreto n. 3/2023 in data 19 settembre 2023, la Cooperativa Tre Fiammelle ha intrapreso un articolato e rigoroso percorso di rinnovamento e trasparenza, riaffermando il proprio impegno al pieno rispetto della legalità.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha adottato misure straordinarie di governance interna finalizzate a garantire l’integrità delle attività aziendali e il rispetto della normativa vigente, dando avvio a un processo di riorganizzazione amministrativa improntato ai principi di “self-cleaning”, integrale e costantemente documentato, tempestivamente portato a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria competente, una significativa testimonianza dell’effettivo e concreto impegno della Cooperativa nel pieno approvazione alle norme normative e nell’applicazione coerente e strutturata dei principi di compliance societaria.
Si evidenzia che il provvedimento interdittivo antimafia risulta attualmente sospeso, in virtù della proroga disposta dal Tribunale Ordinario di Bari con decreto del 10 luglio 2025. La recente sentenza della Corte Costituzionale n. 109 del 17 luglio 2025 prescrive che la sospensione degli effetti interdittivi permanga in vigore sino all’emanazione del relativo provvedimento prefettizio di aggiornamento o di conferma, competenza che nel caso di specie spetta alla Prefettura di Foggia, chiamata a procedere al riesame della posizione.
Pertanto, alla data odierna, si conferma che la Società Cooperativa Tre Fiammelle è pienamente operativa e legittimata a proseguire regolarmente tutti i rapporti contrattuali in essere, nonché a stipulare nuovi impegni contrattuali ea partecipare a procedure di gara pubbliche e private, nel rispetto rigoroso delle disposizioni normative vigenti.»











