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Home - “Indagati perché ci sparano addosso”. Il sindacato di polizia insorge dopo i fatti di Avellino

“Indagati perché ci sparano addosso”. Il sindacato di polizia insorge dopo i fatti di Avellino

Di Redazione
18 Ottobre 2022
in Cronaca
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“I colleghi della Squadra Mobile di Foggia e delle Volanti di Avellino, coinvolti nel conflitto a fuoco di giovedì 13 ottobre a Cesinali, dopo aver rischiato la vita per impedire un assalto ad un porta valori da parte di una banda di rapinatori, oggi sono stati iscritti nel registro degli indagati per ‘atto dovuto'”. Lo riporta il sindacato Sap in una nota stampa.

Dice Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato: “È assurdo e inconcepibile che dopo aver rischiato la vita, i colleghi si trovino oggi indagati per ‘atto dovuto’. Catapultati ad affrontare un momento ancora più difficile dal punto di vista professionale. Nel momento in cui sussistono “Cause di giustificazione del reato” non è accettabile essere esposti ad un processo penale e solo per aver compiuto il proprio dovere. Ora i colleghi saranno costretti a pagarsi di tasca propria l’avvocato e le spese peritali. Inoltre si troveranno nella condizione di avere la carriera bloccata e se in attesa di premi e ricompense anche questi non saranno riconosciuti sino a completa archiviazione del caso e come noto, i tempi della giustizia sono molto lunghi.

I colleghi oggi non temono di rischiare la loro incolumità fisica, ma temono di più di essere sottoposti ad un procedimento penale, perché oltre ad essere esposti alla gogna mediatica, verranno coinvolti direttamente con il loro patrimonio personale a dover dimostrare di avere agito nella legalità, giustificando il loro operato. Già in passato scendemmo in piazza per manifestare solidarietà a un collega che, alla Stazione Termini, per fermare un esagitato che brandiva pericolosamente un coltello, venne indagato per atto dovuto. Non vorremmo, anche questa volta, essere costretti a doverlo rifare”.

Poi conclude: “Siamo arrivati all’assurdo. Ci sparano addosso e ci dobbiamo difendere per aver fatto il nostro dovere, e ci tocca pagare anche l’avvocato. Esprimiamo la nostra più sentita solidarietà ai colleghi in questo loro difficile momento professionale. Continuiamo a ribadire che servono adeguate garanzie funzionali per permetterci di svolgere serenamente ed efficacemente il nostro mestiere. Questo sarà il primo tema che porremo all’attenzione del nuovo Ministro”.

Tags: indagati
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