“Noi genitori condannati all’ergastolo, loro ancora padroni delle proprie vite”. Lo straziante ricordo di Donato Monopoli

Quattro anni fa la brutale aggressione in una discoteca di Foggia

“6 ottobre 2018 – 6 ottobre 2022. 4 anni, 1460 giorni da quella telefonata, erano le 3 e 30, la corsa in ospedale, le lacrime che scendevano sul nostro viso e la speranza che non fosse vero…”. Lo scrivono i parenti di Donato Monopoli, il giovane di Cerignola morto dopo una serata in discoteca a Foggia. Donato, all’epoca 26enne, venne brutalmente aggredito da due coetanei foggiani recentemente condannati in primo grado a 15 anni e 6 mesi e a 11 anni e 4 mesi. Ma nulla restituirà Donato ai suoi genitori.

“Una serata di divertimento non si può trasformare in una aggressione per ‘futili motivi’, da mandarti in coma per 7 mesi – riportano sulla pagina social ‘Giustizia per Donato’ -. In questi quattro anni nulla è cambiato. O meglio la nostra vita è cambiata per sempre, siamo stati condannati al peggior ergastolo a cui un genitore possa essere condannato ma chi ha fatto tutto questo è ancora padrone della propria vita e della propria libertà. Dopo tutto questo tempo siamo ancora qui a farci dire il perché non ci sei più come se non fosse chiaro e tutto questo ti uccide e ci uccide ogni giorno. Vorremmo che il telefono squillasse come quella notte amore e tu ci chiedessi di venirti a prendere, ma sappiamo che non è possibile. Verremo a portarti ancora fiori, ad abbracciare quel marmo aspettando il giorno in cui nell’aula di tribunale ti verrà restituita la giustizia che meriti”.



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