Mafia, omicidi e vendette a Foggia ma dopo 15 anni il processo è da rifare! Alla sbarra i capi dei Moretti

“Cronos” diventa una telenovela dopo l’invio degli atti alla Procura. Tra gli imputati anche il boss Rocco Moretti che al figlio Pasquale disse: “Ormai il bastone è passato a te, hai capito a papà?”

Dopo 15 anni non si sblocca il processo “Cronos” alla mafia foggiana. Alla sbarra i pezzi da Novanta Rocco Moretti, 72 anni detto “Il porco”, il figlio Pasquale, 45 anni “Il porchetto”, Vincenzo Antonio Pellegrino, 70 anni soprannominato “Capantica” e Gianfranco Bruno, 44 anni alias “Il primitivo”, tutti ritenuti ai vertici della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza.

Dopo una serie di condanne e assoluzioni, tutte annullate o respinte dalla Cassazione, si è giunti ad un quarto processo d’Appello con invio degli atti alla Procura in quanto il fatto (il reato di mafia) sarebbe diverso da quello contestato. Se l’accusa riformulerà l’imputazione si arriverebbe ad una nuova richiesta di rinvio a giudizio con processo di primo grado a Foggia! 

“Cronos” riguarda la guerra di mafia del 2007 scaturita dal business del caro estinto (operazione “Osiride”); all’epoca i clan Sinesi-Francavilla e Trisciuoglio avrebbero intascato il pizzo dalle pompe funebri locali tenendo fuori dagli affari il clan Moretti-Pellegrino-Lanza.

“Capantica”, intenzionato a chiedere conto della questione agli amici-nemici della “Società”, fu vittima di agguato in via San Severo nel 2007 ma una pistola inceppata gli salvò la vita. Anche Pasquale Moretti scampò alla morte, raggiunto da due sicari nel rione Candelaro se la cavò con qualche ferita. 

Sempre nel 2007 venne ucciso Franco Spiritoso detto “Capone”, boss indipendente della malavita foggiana e collante tra clan e colletti bianchi. L’uomo fu eliminato nell’ambito di una nuova strategia della “Società” che puntava a sbarazzarsi della vecchia “classe dirigente” del crimine organizzato. Per lo stesso motivo furono uccisi, negli anni a seguire, Antonio Bernardo detto “Lo zio” e Michele Mansueto alias “Lillino”.

Nel riquadro Pasquale e Rocco Moretti; sullo sfondo l’anziano boss nel video di “Cronos”

La guerra proseguì con il tentato omicidio di Alessandro “Schiattamurt” Aprile (clan Sinesi) per il quale fu arrestato e condannato Gianfranco Bruno ritenuto l’esecutore dell’agguato. Assolto “Il porchetto”, inizialmente sospettato di essere il mandante. Lo scontro terminò nel settembre 2007 proprio grazie al blitz “Cronos”, ma dopo una clamorosa telenovela giudiziaria e due sentenze annullate dalla Cassazione, gli atti sono tornati al pm. Per i vertici del clan Moretti il processo dovrà ripartire da zero. 15 anni dopo. 

In “Cronos” emerse una conversazione destinata ad entrare nella storia recente della mafia foggiana: il boss Rocco Moretti fu intercettato in carcere durante la visita del figlio Pasquale al quale avrebbe dato in mano il clan: “A te teniamo, ormai il bastone è passato a te, hai capito a papà?”. (In alto, il tentato omicidio di Pellegrino)

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