“105 giorni di carcere da innocente!”, sui manifesti l’ira contro giudici e militari di Foggia. Ora è caccia all’uomo

Tiene banco la storia delle minacce a Vaccaro. Sospetti su un uomo di circa 60 anni visto da alcuni testimoni mentre attaccava i cartelli in centro

A Foggia tiene banco la vicenda delle minacce al procuratore capo Ludovico Vaccaro e ad un maresciallo dei carabinieri. Ieri sera sono comparsi alcuni cartelli per le vie del centro cittadino, attaccati agli alberi. Frasi pesantissime contro il sistema giustizia: l’accusatore scrive di un militare e del presunto rapporto amoroso tra quest’ultimo e una donna di origini rumene. “Seducono oscuro e pallido giudice con elementare manipolazione di un’innocua frase e riescono a far condannare per stalking un innocente. 105 giorni di carcere!”. Dopo quasi tre anni, sempre stando al racconto dell’uomo, il carabiniere sarebbe stato trasferito a Lucera “anche se la versione ufficiale parla di una sua richiesta”.  

Su un altro cartello, è comparso lo stralcio di un interrogatorio durante il quale carabiniere e la presunta compagna avrebbero dichiarato il falso: “Sotto giuramento negano la relazione. Giudici, a voi l’ardua sentenza”. Poi un’altra serie di espressioni piuttosto sconclusionate che tirano in ballo togati e ispettori della Questura. Infine, la minaccia choc al procuratore capo Ludovico Vaccaro: “Procuratore Vaccaro visto che mi costringi a diventare un assassino, ti ammazzerò”.

Nel frattempo, i carabinieri indagano per individuare l’autore. Qualche testimone parla di un uomo di circa 60 anni visto mentre attaccava i manifesti munito di un piccolo martello. Gli investigatori proveranno a scovare tracce utili anche attraverso l’ausilio delle telecamere di videosorveglianza.

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