Pugno duro dello Stato contro la prostituzione a Foggia e San Severo, nei guai anche alcuni “clienti”

Spiccate alcune contestazioni amministrative tra capoluogo e Alto Tavoliere

La Polizia di Stato, al fine di prevenire ed eliminare situazioni di illegalità diffuse che minacciano “l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”, ha predisposto, unitamente alle altre forze dell’ordine, mirati servizi di controllo anti prostituzione nella città di Foggia e nei comuni di San Severo. Le operazioni interforze sono finalizzate a prevenire non solo il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ma anche ulteriori fenomeni delittuosi correlati come l’adescamento di giovani ragazze, la consumazione di atti osceni in luogo pubblico, le rapine, gli atti contrari alla pubblica decenza, il disturbo della quiete pubblica e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Le attività organizzate dalla Questura di Foggia, unitamente al personale dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Locale e dei commissariati dislocati sul territorio, si sono sviluppate sulle principali arterie urbane dei centri cittadini e sui percorsi stradali extra urbani che rappresentano, come evidenziato grazie al costante monitoraggio delle forze dell’ordine impiegate nel controllo del territorio, lo scenario in cui si cristallizzano situazioni di degrado che, oltre a non rendere fruibile porzioni di suolo pubblico, determinano un’esposizione a rischio concreto delle perone dedite ad attività di meretricio.

In questa direzione, le ordinanze sindacali adottate dai Comuni di Foggia e San Severo, ex articolo 54 del Tuel, nel rimarcare le finalità dei servizi anti prostituzione, hanno imposto il divieto di porre in essere comportamenti diretti ad offrire, in modo non equivoco, prestazioni sessuali e di perpetrare, da parte dei fruitori dei servizi di meretricio, comportamenti aventi il chiaro scopo di contrattare o concordare prestazioni a carattere sessuale.

In tal senso, le operazioni di polizia svolte nei comuni di Foggia e San Severo hanno determinato, nelle giornate di venerdì 3 giugno e martedì 7 giugno,  l’elevazione di 8 contestazioni amministrative nei confronti di giovani donne, due delle quali destinatarie del Daspo urbano, sorprese sul suolo pubblico mentre manifestavano inequivocabilmente la volontà di offrire prestazioni sessuali e di 6 clienti che, contravvenendo a quanto disposto con le ordinanze sindacali, sono stati sorpresi mentre tentavano di prendere contatti con le prostitute.



In questo articolo: